Allarme per i detersivi ma per ora i valori restano stabili. Sabato inizia lo svuotamento delle cisterne
Le speranze di trovare ancora qualche sopravvissuto sul relitto della Costa Concordia sono sempre più scarse. La nave sembra ormai restituire solo cadaveri mentre al dolore di chi ha perso i propri familiari si unisce la preoccupazione per un disastro ambientale che sarebbe di proporzioni disastrose. La macchia fluorescente avvistata qualche giorno fa a sud della carcassa della Concordia aveva fatto temere per il peggio. I prelievi fatti all’interno della macchia dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) assicurano che, per ora, le sostanze più pericolose come i tensioattivi e gli idrocarburi risultano inferiori alla soglia di rilevabilità. In tutti i punti di campionamento e nelle vicinanze del dissalatore che rifornisce d’acqua l’isola i campioni d’acqua rilevati dall’Arpat il 24 gennaio, per conto del prefetto Franco Gabrielli, sembrano dare lo stesso rassicurante risultato: i tensioattivi che ieri erano stati rilevati in quantità superiore alla norma sembrano ormai essersi dispersi rapidamente in mare.
La situazione dal punto di vista ambientale sembrerebbe, quindi, stabile, ferma restando la priorità di rimuovere il carburante il più presto possibile e di predisporre un piano per i rifiuti. Sabato inizieranno i lavori di svuotamento dei serbatoi mentre le squadre della ditta incaricata sono già all’opera per predisporre tutta l’attrezzatura e individuare tramite i sommozzatori i punti della nave da cui agire. Il carburante dovrà essere pre-riscaldato e reso più fluido in modo da facilitare il prelievo mentre per preservare la stabilità del relitto si provvederà a bilanciare il peso del liquido prelevato con dell’acqua calda che sostituirà il vuoto attraverso il lavoro delle pompe.
Il commissario per l’emergenza Franco Gabrielli ha scritto intanto una lettera ‘di diffida’ alla Costa Crociere per sollecitare la predisposizione di un piano di bonifica della nave. Per il momento c'è solo l'ingiunzione a rimuovere la nave. «La priorità assoluta – ha detto Gabrielli - è la rimozione dell'elemento inquinante. Una volta definite queste questioni – conclude il prefetto - dovremo pensare alla rimozione della nave».