euromini

Newsletter

sn_01sn_02sn_03

Giovedì 19 Gennaio 2012 20:51

LA LIBERALIZZAZIONE DELLE TRIVELLE, UNA VERGOGNA SENZA PRECEDENTI

Autore:  Emanuele Rigitano
Valuta questo articolo
(0 voti)

IL GOVERNO INSERISCE NEL DECRETO LA POSSIBILITA' DI FACILITARE I GRANDI GRUPPI PETROLIFERI
DIMENTICANDO I RISCHI DI INCIDENTI COME NEL GOLFO DEL MESSICO

 

Ogni tanto i membri del governo ci tengono a ricordare di essere parzialmente in continuità con il precedente esecutivo. Forse, oltre ai tentativi di cancellare gli esiti dei referendum di giugno 2011, il riferimento è alla deregolamentazione delle trivellazioni vicino la costa. Un tentativo avviato durante il governo Berlusconi, con la gestione Prestigiacomo del ministero dell'Ambiente, poi sospeso per il disastro petrolifero accaduto in Louisiana (Usa) nel golfo del Messico. Evidentemente il tempo fa dimenticare certe tragedie ecologiche e umane.

Ed è così che nella bozza del decreto sulle liberalizzazioni ci sono finite anche norme che puntano sulle trivelle facili. «La norma sulle trivellazioni rappresenta una vergogna senza precedenti. Ci auguriamo che il governo smentisca immediatamente le norme che prevedono la libertà di trivellare per la ricerca di petrolio in Italia, perché le bozze degli articoli 20-21e 22 rappresentano la svendita del territorio italiano alle lobby del petrolio che potranno trivellare, con un trucchetto legislativo, anche nelle aree marine protette». Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che successivamente spiega i punti incriminati: «Nell'articolo 21 inoltre viene ridotta la distanza per trivellare da 12 miglia a 5 miglia; all'articolo 22 comma 1 si introduce una norma che prevede che l'attività di prospezione e coltivazioni di idrocarburi è libera:siamo alla follia e dichiaro l'indignazione dei Verdi per una norma voluta dal ministro dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico».

Il tentativo di giustificare l'iniziativa non è accettabile, se consideriamo i danni che causerebbe un incidente petrolifero nel mare Adriatico, di bassa profondità e abbastanza chiuso.

«Nella relazione di questi articoli il governo giustifica questa vergogna dicendo che le agenzie di rating, come Standard e Poor's, individuano tra i parametri di solidità economica lo sviluppo delle attività di trivellazione - prosegue il leader ecologista -. Con queste norme aberranti avrebbero il via libera attività di trivellazioni nei nostri mari e in Basilicata a partire dalle aree marine protette e aree sensibili dal punto di vista ambientale pensiamo alle isole Egadi, a Pantelleria, alle Tremiti, allo stretto di Sicilia: basti pensare che società come la Np, Northern Petroleum, Audax, Eni, Edison, Shell, hanno presentato negli anni scorsi solo nel mare prospiciente la Sicilia richieste per oltre 1.000 kmq».

Il leader del "Sole che ride" conclude con un appello deciso: «Si fermi immediatamente questa vergogna che rappresenta solo un regalo ai petrolieri - conclude Bonelli -. Non si trasformi il Mediterraneo in una infinita distesa di trivelle di ricerca petrolio con i rischi che abbiamo visto dopo il drammatico incidente che abbiamo visto nel Golfo del Messico alla piattaforma della Deep Water Horizon».

LEGGETE ANCHE:

Trivelle selvagge - blog di Angelo Bonelli

Trivella facile, è rivolta "Vergogna senza pari" - Repubblica.it

Nel decreto liberalizzazioni spunta la norma "libera-trivelle" - Ilfattoquotidiano.it

Verdi: Su trivellazioni vergogna senza precedenti - Lastampa.it

Lascia un commento

Make sure you enter the (*) required information where indicated.
Basic HTML code is allowed.

referendum 2011 europeangreen europeecologie