I serbatoi della nave contengono, attualmente, 2400 tonnellate di olio combustibile molto denso e pesante che, se riversato in mare, provocherebbe un disastro ambientale di proporzioni bibliche, un danno permanente all’ecosistema di una zona nota al turismo e tutelata per il proprio patrimonio di riserve naturali, marine, faunistiche. La situazione è letteralmente ‘in bilico’: la nave infatti si sposta lentamente di centimetro in centimetro e poggia su un gradino di fondale che potrebbe cedere, facendo inabissare definitivamente il relitto. A quel punto, oltre a spegnersi ogni speranza – già flebile - di trovare ancora vivo qualche disperso, svuotare i serbatoi e metterli in sicurezza diventerebbe un’operazione quasi ingestibile, che potrebbe essere resa inutile da un eventuale rottura dello scafo, in caduta libera verso fondali più profondi. Questo scenario, che dipende anche da possibili peggioramenti delle condizioni metereologiche, è sicuramente pessimistico ma possibile: per stessa ammissione del ministro dell’Ambiente Corrado Clini è questo «l’incubo che abbiamo da tre notti». Una corsa contro il tempo che tiene tutti col fiato sospeso.
Si dice molto preoccupato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che richiama l’assoluta urgenza di interventi «per svuotare le cisterne della Costa Concordia ed evitare, dopo una tragedia incomprensibile, un disastro ambientale di dimensioni enormi. Quella dell'isola del Giglio – continua il leader ecologista - con undici morti e ancora ventinove dispersi, è una tragedia che si sarebbe dovuta evitare. A prescindere dalle responsabilità penali sulle quali sta già indagando la magistratura è assurdo che un 'condominio' galleggiante possa avvicinarsi così tanto all'isola del Giglio: ed è ancora più grave che questa non sia stata la prima volta». Anche nella laguna di Venezia, infatti, si vedono spesso navi di grossa stazza avvicinarsi eccessivamente alla costa, un’abitudine, a parere di Bonelli, che «mette davvero i brividi» e che richiama la necessità di rivedere profondamente le regole per la sicurezza della navigazione.
Intanto è iniziato il conto alla rovescia per evitare il disastro ecologico: la Guardia Costiera ha reso noto di aver predisposto delle barriere fisiche (dei panni assorbenti) intorno alla parte emersa del serbatoio e avviato delle ‘procedure standard’ nel caso di verifichino effettive fuoriuscite di carburante. Il governo, dal canto suo, dichiarerà lo stato di emergenza, in attesa di un piano per di svuotamento dei serbatoi che la Costa Crociere dovrà presentare entro quarantotto ore.






