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Lunedì 09 Gennaio 2012 05:49

NUOVA ZELANDA: DI NUOVO PETROLIO NEL MARE

Autore:  Emanuele Rigitano
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Il cargo Rena si spezza in due rilasciando container e carburante
Chiazza di 3 km nelle acque, morti 2mila uccelli marini

 

E' rimasta 3 mesi in mare, dopo essersi incagliata su degli scogli, provocando la perdita di centinaia di tonnellate di petrolio in mare. La nave petroliera Rena ora si è spezzata in due tronconi, come dimostrano immagini e video, dopo una forte tempesta avvenuta nell'area della scogliera di Astrolabe. Il rischio è di aggravare quello che è considerato il peggior disastro ambientale avvenuto in Nuova Zelanda.

In mare sono finiti circa 150 container e componenti varie, per cui non si escludono nuove fuoriuscite di petrolio. Ultime notizie parlano infatti di una chiazza di 3 chilometri e larga tra i cinque e i dieci metri. Per questo sta intervenendo la guardia costiera al fine di recuperare i materiali che dal cargo sono finiti in mare.

La fuoriuscita di oro nero ha finora ucciso circa 20mila uccelli marini oltre ad aver inquinato alcune spiagge. Questo incidente sta avendo ripercussioni anche sulla barriera corallina della zona. I continui affondamenti di navi e petroliere con effetti gravissimi sugli ecosistemi dovrebbe far riflettere la nostra società sulla necessità di cambiare i trasporti emancipandoli dall'utilizzo del petrolio, carburante fossile sempre più protagonista in negativo del progresso umano, con effetti devastanti in caso di incidenti come questi.

Ultima modifica Giovedì 19 Gennaio 2012 03:35

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