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Mercoledì 21 Dicembre 2011 04:54

IL TRASPORTO PUBBLICO DEVE ESSERE UNA PRIORITA'

Autore:  Emanuele Rigitano
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A RISCHIO MEZZI PUBBLICI E TRENI SOPPRESSI. NEL FRATTEMPO REGALATI 400 MLN ALL'AUTOTRASPORTO

Mentre L'Italia continua a impegnare ingentissime risorse per grandi opere inutili come la Torino Lione ed ancora non è stato cancellato il progetto del ponte sullo Stretto di Messina continuano i tagli per il trasporto pubblico locale, i treni per i pendolari. Se prima il fondo era stato quasi azzerato (da 2 miliardi a 400 milioni) ora è arrivato l'accordo che assegna qualche risorsa in più ma che continua a destare fortissime preoccupazioni perché la mobilità pubblica nelle città e le linee dei pendolari continuano ad essere 'precarie'.

«Negli ultimi anni si sono investiti oltre 40 miliardi di euro sull'Alta Velocità che copre solo il 12% del traffico passeggeri mentre nulla è stato fatto per le reti dei pendolari: circa 3 milioni di cittadini che ogni giorno devono affrontare vere e proprie odissee per andare a lavorare o a studiare» afferma il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, che sulla questione aggiunge: «I tagli al trasporto pubblico nelle città italiane e per i pendolari continuano ad essere drammatici: il governo deve considerarlo una priorità. L'accordo di oggi non risolve la situazione che, a causa dei tagli pluriennali del precedente governo è insostenibile».

Inoltre l'amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, ha deciso di puntare sui treni veloci abbandonando a se stessi gli utenti che utilizzavano le tratte che collegavano il sud al nord. Collegavano perché dal prossimo anno verranno soppresse: alcune linee si fermeranno a Roma, costringendo i passeggeri a fare un trasbordo, mentre la maggior parte vedranno diminuite le corse.

Su questo punto la denuncia dei Verdi è netta: «Da inizio dicembre i treni in partenza dalla Sicilia non raggiungeranno più Milano, Torino e Venezia mentre quelli per Roma passano da 26 a 10 al giorno. Lo stesso dicasi per la Puglia dove sono stati soppressi i treni cosiddetti periodici diurni e notturni - spiega il leader del "Sole che ride" -. Dal dodici dicembre, poi, sempre dalla Puglia non è più possibile recarsi a Milano, Torino o Trieste in modo diretto perché sono stati cancellati i collegamenti diretti fra le città pugliesi con il nord Italia. Oltre alla Puglia restano tagliate fuori anche le città della direttrice adriatica Pescara, Ancona e Rimini. I tempi di percorrenza si allungano e crescono i prezzi del servizio».

Eppure c'è un settore del trasporto che non solo non subisce tagli ma addirittura si vede aumentare le risorse disponibili. «Mentre continua la politica della riduzione dei fondi al trasporto pubblico e vengono soppresse 80 linee ferroviarie compresi treni notturni e a lunga percorrenza l'autotrasporto su gomma riceverà nel 2012 uno stanziamento di 400 milioni di euro, confermandosi l'unico settore che si vede aumentare le risorse - conclude Bonelli -. Una vera e propria beffa se si pensa che è dal 2007 che chiediamo che siano acquistati 1000 treni per i pendolari che spesso devono usufruire di un servizio ai limiti della decenza».

Ultima modifica Mercoledì 21 Dicembre 2011 05:24

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