Non si capisce, infatti, che ci fa l’Italia con un esercito di più di 600 generali che sono pari ai Deputati della Camera per numero e ne condividono alcuni privilegi, come auto blu e assistenti. Leggendo il dossier si scopre, inoltre, che il nostro Paese vanta ben 69 generali di Corpo d'armata, più del doppio dei corpi d’armata attualmente operativi in Italia: 50 tra Esercito, Aeronautica e Marina, 10 nell’Arma dei Carabinieri e 9 nella Guardia di Finanza. Ancora: il nostro reparto militare è composto da 2.700 colonnelli e 13.000 ufficiali: una massa sterminata di dirigenti con stipendi ‘pesanti’ a guidare un numero sempre più ristretto di soldati. Prima di tagliare pensioni, sanità, trasporto pubblico e servizi ai cittadini si potrebbe quindi sfoltire un po’ questa classe privilegiata: i tagli sono utili, infatti, se annullano gli sprechi altrimenti la cura rischia di ammazzare il paziente, invece di farlo guarire. Prima di inserire altre imposte, che valgono 17 miliardi lordi della manovra, si potrebbe eliminare il programma per l'acquisto di 131 caccia bombardieri F-35 (15 miliardi) come la Merkel fece nel 2010 tagliando di 10 miliardi di euro la spesa tedesca per armamenti. La spesa militare pro-capite in Italia ha raggiunto la cifra di 598 dollari: più di quella della Germania che si ferma a 550 dollari o del Giappone che arriva a 441 dollari. Ogni anno, in pratica, ogni italiano spende in armamenti più di un tedesco, di un giapponese, di un russo, di un cinese e di un indiano.
“Così com'è la manovra presentata dal governo non è equa. – ha dichiarato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, presentando il dossier - Una manovra equa e giusta è possibile ma bisogna cominciare a tagliare subito quello di cui l’Italia non ha bisogno per investire su scuola, salute, diritti, green economy, difesa del suolo e tante altre cose che possono far progredire il nostro Paese - continua il leader ecologista- . Per mettere in ordine i nostri conti pubblici cominciamo a toccare 'gli intoccabili', ossia la super casta degli armamenti che non subisce mai né crisi né tagli. E' inaccettabile che la super casta degli armamenti continui i suoi profitti come se niente fosse e che mentre ai cittadini italiani vengono chiesti pesanti sacrifici non paghi un centesimo con la manovra del governo Monti: chiediamo che ci sia subito un taglio di 12 miliardi di euro per la spesa per armamenti" ha concluso Bonelli annunciando nelle prossime ore una fortissima mobilitazione sulla questione.
Lanciamo un appello alla società civile, al mondo della cultura, ai sindacati, affinché ci sia una mobilitazione comune nei confronti di un vero e proprio scandalo: è ormai evidente che i pesantissimi sacrifici chiesti ai cittadini non riguarda la spesa militare che continua a correre senza alcun freno. Ci meraviglia il fatto che nessuna forza parlamentare abbia sollevato obiezioni sul fatto che il programma per l'acquisto di armamenti non abbia subito alcuna decurtazione nonostante L'Italia viva una crisi economica gravissima e ci siano tagli per sanità, pensioni e servizi.






