La seduta della Camera è stata aggiornata a domani mattina ma prima di accordare il rinvio il presidente della Camera Gianfranco Fini ha sottolineato che il voto con cui è stato bocciato il primo articolo del rendiconto di bilancio dello Stato «ha evidenti implicazioni di carattere politico». Fini ha poi fatto rilevare che si tratta di un fatto che non ha precedenti e per questo ha convocato per domani mattina la Giunta per il regolamento della Camera che dovrà capire se e come l'Aula potrà riprendere l'esame sullo stesso articolato dopo la bocciatura dell'articolo uno dell'assestamento di bilancio.
La presenza del presidente del Consiglio non è bastata per ottenere un esito favorevole. Assenti al voto (ma non a Montecitorio) Giulio Tremonti, Umberto Bossi, l'oramai noto Scilipoti (eletto nelle liste di Italia dei Valori) e gli ex Fli Urso e Ronchi. Subito dopo Berlusconi e Tremonti si sono rinchiusi nella sala della presidenza del Consiglio. Evidentemente i nodi di una maggioranza ormai allo sfascio sono dunque venuti al pettine e i forti contrasti fra le varie anime del Pdl si stanno progressivamente trasformando in una guerra per bande. Dalle opposizioni arriva un coro unanime che chiede al premier un passo indietro: ormai la maggioranza è allo sbando e l'unica soluzione è farla finita con l'esperienza politica di Silvio Berlusconi.
«Berlusconi si dimetta subito e si vada al più presto alle elezioni per il bene del Paese, che vive una crisi economica e sociale drammatica. Prenda atto che la sua maggioranza si è dissolta e la smetta di restare incollato alla poltrona di Palazzo Chigi» è il commento del presidente dei Verdi Angelo Bonelli, che afferma come sia «ormai evidente che non solo gli italiani non vogliono più Berlusconi ma anche i suoi stessi alleati che non hanno sostenuto uno dei provvedimenti più importanti in materia economica e finanziaria».
Dal leader ecologista è però arrivato un monito alle opposizioni che in aula hanno applaudito e urlato alle dimissioni del premier. «Partito Democratico e Italia dei Valori evitino di dare il sostegno ad un governo tecnico che sarebbe solo l'ossigeno per far resuscitare Berlusconi trasformandolo nella vittima di una congiura di palazzo: sarebbe un errore colossale» ha affermato Bonelli, sottolineando che «il governo tecnico, infatti, sarebbe chiamato, nei prossimi mesi, a prendere duri provvedimenti economici per affrontare i disastri causati dal governo Berlusconi e solo gli italiani attraverso il voto e con la consapevolezza di votare una coalizione che ha un programma possono dare questo mandato».






