14° Consiglio
Budapest, Hungary, 1-3/4/2011
SULL'USCITA DAL NUCLEARE
Adottata all'unanimità
Dopo il terremoto e lo tsunami del popolo giapponese di fronte a una catastrofe nucleare che non si è ancora conclusa. I Verdi europei esprimono la loro più completa solidarietà con il popolo giapponese e presentano le proprie sincere condoglianze per le vittime di questo triplice disastro. Le perdite umane e danni materiali non sono ancora stati pienamente valutati. Noi lodiamo il coraggio, la mobilitazione e la determinazione del popolo giapponese e delle autorità in risposta a questo disastro.
Tenendo conto che:
La minaccia nucleare in Giappone, in seguito al devastante terremoto e lo tsunami, ha appesantito drammaticamente l'esperienza traumatica delle persone colpite da questa catastrofe naturale. I lavoratori Daiichi a Fukushima in Giappone, nel tentativo di evitare il precipitare della situazione, si trovano ad operare in condizioni estremamente pericolose.
Ricordando le tragiche conseguenze della catastrofe nucleare di Chernobil, 25 anni fa:
I tragici eventi di Fukushima (Giappone) mostrano - ancora una volta – gli effetti devastanti del fatto che il "rischio zero" non esiste per il nucleare. Il disastro rafforza i dubbi sulla credibilità delle rassicurazioni dell'industria del nucleare sulla sicurezza dei reattori, che è impossibile da garantire. C'è sempre un "rischio residuo".
Invitando alla completa ed integrale applicazione della Convenzione di Aarhus,
come un quadro fondamentale per la trasparenza e il coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni non governative nei processi decisionali riguardanti l'ambiente e la salute.
Notando che:
Molti incidenti legati che hanno effetti sulla sicurezza sisono verificati in tutto il mondo, in tutti i tipi di impianti nucleari e in tutti i progetti di reattori e che vi sono eventi molto gravi che sono andati del tutto inosservati dai media e dal grande pubblico e/o rimangono ampiamente sotto-valutati quando si tratta di loro rischio potenziale. Negli ultimi decenni anche in Europa si sono verificati alcuni incidenti gravi, ad esempio in Tihange 1 (Belgio), Civaux Blayais 1 e 2 (Francia), Phillipsburg, Krümmel e Brunsbüttel (Germania), 5 Kozloduy (Bulgaria), Paks (Ungheria) , Rivne 1 (Ucraina) e Forsmark Barsebäck 2 (Svezia).
Rilevando che:
In risposta agli eventi in Giappone e sotto la pressione dell'azione di cittadini e associazioni: la Germania ha imposto una moratoria di tre mesi della decisione di estendere la durata dei suoi impianti nucleari e chiuso temporaneamente sette reattori andati in funzione prima del 1980; la Francia ha chiesto un test di sicurezza globale; l'Italia si è impegnata per una moratoria di due anni sulla sua strategia energetica pro-nucleare e di un anno della decisione sui potenziali siti di costruzione e ha mantenuto il referendum previsto il 12 giugno; il Belgio ha mantenuto il programma di uscita dal nucleare la sua graduale e ha concordando una moratoria sulla decisione di prolungare la vita dei suoi reattori; la Svizzera e la Cina hanno congelato il loro nuovo programma di costruzione di impianti nucleari;
Sottolineando che:
L'energia nucleare non è sicura, non è pulita e molto ad alto rischio. La tecnologia nucleare è sempre collegata con attività di estrazione pericolose, i rischi di incidenti gravi, il problema irrisolto delle scorie nucleari e il rischio di proliferazione e di terrorismo.
Anche dopo più di 50 anni dall'inizio dell'uso dell'energia nucleare, il problema dello smaltimento e dello stoccaggio definitivo - in particolare di rifiuti altamente radioattivi - rimane irrisolto. La maggior parte dei rifiuti radioattivi d'Europa è attualmente immagazzinato in depositi temporanei, dove dovrà rimanere per molti decenni. In molti casi, i requisiti di sicurezza sono dubbi.
Il costo delle infrastrutture per la produzione di energia nucleare, anche senza includere quello dello smantellamento, non solo è molto elevato, ma è spesso nascosto in voci di bilancio dello stato che non emergono chiaramente
Rilevando inoltre che:
Attualmente quasi 5 volte di più fondi di ricerca dell'UE sono impegnati nella ricerca nucleare, in particolare per la fusione e il suo elefante bianco "Iter", rispetto alla ricerca per le energie rinnovabili e l'efficienza.
Tenendo conto che,
Dal momento che l'uranio non è una risorsa infinita, il nucleare non può essere considerato come una soluzione alla luce della sua scarsità e del suo potenziale esaurimento. Inoltre, l'uranio è quasi interamente importato in Europa, cosa che non aiuta la nostra indipendenza energetica. Inoltre l'estrazione di uranio conduce a insopportabili condizioni di lavoro e a gravi conseguenze sull'ambiente nei paesi produttori.
Ulteriormente sottolineando che:
Non c'è nessun bisogno di fare affidamento su questa tecnologia ad alto rischio, perché esistono ormai alternative sicure, pulite e sostenibili a nostra disposizione. Puntando al risparmio e all'efficienza energetica, e spingendo l'uso delle energie rinnovabili saremo presto in grado di fornire un approvvigionamento energetico sicuro in Europa.
Riconoscendo che:
Diversi studi come quello della European Renewable Energy Council (EREC), della European Climate Foundation (ECF) o la "Vision Scenario" dall'ÖkoInstitut hanno dimostrato che piani d'azione ambiziosi che puntano sull'efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili, abbinati all'ammodernamento delle infrastrutture energetiche, rende perfettamente possibile la progressiva uscita dalla dipendenza dal nucleare e dal carbone. Nel 2050 è possibile arrivare a coprire tutto il nostro fabbisogno energetico con le fonti rinnovabili. Ma questo richiede profondi cambiamenti in termini di produzione e consumo di energia, nonché uno sforzo concertato a tutti i livelli - locale, regionale, nazionale ed europeo.
Il Partito Verde Europeo chiede:
Una completa trasformazione del nostro modello energetico e che conduca entro il 2050 ad un sistema 100% rinnovabili ed efficienza, anche per raggiungere i nostri obiettivi climatici. Per riuscire, dobbiamo cominciare oggi. Non c'è tempo da perdere. Per questo, l'Europa deve iniziare subito ad organizzare l'uscita dal nucleare.
Ciò comporta:
• Nessun nuovo reattore nucleare debba essere costruito, si devono bloccare quelli in costruzione e annullare la progettazione di quelli previsti;
• Nel processo di uscita progressiva dal nucleare, i reattori che presentano maggiori rischi devono essere immediatamente chiusi, come i reattori in regioni sismiche, i reattori senza un contenimento secondario di pressione completo, e quelli più vecchi.
• Un completo aggiornamento vincolante ed efficace delle norme di sicurezza deve essere attuata in tutta l'UE per i reattori che continuano a funzionare a medio termine e fino alla loro chiusura.
• Lo stop alla decisione di estendere la vita degli impianti e / o alle decisioni che hanno per effetto di aumentare al di là di quello previsto in origine. Lo "stress test" suggerito dalla Commissione europea non deve essere usato come una scusa per prolungare la durata di vita delle centrali nucleari esistenti, e questo sia nell'UE che nei paesi candidati all'adesione, inclusa la Turchia.
• Lo stress test si deve applicare anche alle scorie nucleari, ivi compresi i combustibili esausti.
• Investimenti pubblici per la fissione e la fusione nucleare devono essere sospesi e la piena responsabilità degli operatori, compresi gli azionisti degli operatori, dovrà applicarsi in caso di incidenti o infortuni.
• Il divieto esportazione di tecnologia nucleare e della relativa proprietà intellettuale.
• Il superamento del trattato Euratom (che sarebbe dovuto scadere nel 2008) e la creazione di una Comunità europea per le energie rinnovabili (ERENE).
Questo rende inoltre necessario che:
• I leaders europei fissino con urgenza dei piani per realizzare l'obiettivo di un'economia 100% efficienza/ energie rinnovabili entro il 2050 e rivedere la 2050 Energy Roadmap appena presentata dalla Commissione Europea; a tal fine, un ambizioso quadro giuridico per l'efficienza e il risparmio energetico deve essere messo in marcia, superando il Piano Energy Efficiency appena presentato dalla Commissione e fissando per il 2020 un obiettivo vincolante di aumento dell'efficienza del 25% rispetto al 2005.
• Vengano fissati ambiziosi obiettivi vincolanti anche per lo sviluppo delle energie rinnovabili (oltre i target 2020) nel periodo intermedio 2030/2040, in vista del Piano 100% rinnovabili al 2050
Rilevando infine che:
• La tragedia del Giappone ha agito come una spinta potente per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica europea sui pericoli dell'energia nucleare; la richiesta di un processo di graduale uscita dal nucleare é in aumento anche nei paesi che hanno mostrato finora un sostegno persistente di esso.
Il Partito Verde Europeo
• Esprime il suo pieno sostegno alle campagne e le petizioni a livello nazionale e regionale, e in particolare il referendum sul nucleare che si terrà in Italia il 12 giugno 2011 e le iniziative che sono stati avviate da gruppi di cittadini e da varie ONG in Austria, Francia, Belgio, Germania e altri paesi europei;
• Ritiene inoltre che sia giunto il momento di andare al di là di iniziative nazionali e sostenere una campagna a livello europeo per chiudere con questa tecnologia letale e di realizzare un'economia 100% efficienza/ energie rinnovabili.
• Sostiene l'organizzazione di una petizione a livello europeo in collaborazione con le organizzazioni della società civile e gruppi di cittadini diretta alle istituzioni dell'Unione europea e degli Stati membri; questa petizione potrebbe comprendere, tra l'altro, la richiesta dell'immediata chiusura di impianti ad alto rischio nucleare, la progressiva eliminazione di tutti i reattori nucleari, lo stop ai finanziamenti pubblici di ITER, obiettivi vincolanti di efficienza energetica e la revisione della tabella di marcia dell'UE 2050 secondo lo scenario del 100% di energie rinnovabili.






