
Con il decreto sulle rinnovabili il governo sta rubando il futuro all'Italia. Mentre tutto il mondo investe con forza sulla rivoluzione industriale del terzo millennio - quella della green economy - in Italia si è deciso di affossare uno dei settori più promettenti della nostra economia e fra i pochi non in crisi.
I numeri delle energie rinnovabili la dicono lunga. Il settore ha prodotto nel 2010 un fatturato di 13 miliardi di euro e ha dato lavoro a oltre 40 mila persone solo nello scorso anno. Ossia sono stati creati in un anno l'equivalente dei lavoratori impiegati in 4 stabilimenti industriali come Mirafiori.
Complessivamente gli occupati nel settore delle energie rinnovabili sono oggi 120 mila e le giovani aziende del settore sono migliaia. La Bocconi, non i Verdi, in un recente studio ha stimato che i nuovi posti di lavoro nelle energie verdi al 2020 saranno oltre 250 mila.
Oggi questa realtà innovativa e che guarda al futuro è stata ipotecata dal decreto Romani e da un governo che ha evidentemente deciso di sabotare le rinnovabili per favorire gli affari che ruotano intorno al nucleare, follia economica ed energetica che il governo vuole finanziare mettendo le mani nelle tasche dei cittadini, come in passato con il Cip 6 degli inceneritori.
I Verdi che nel 2007 hanno creduto e spinto affinché il Conto energia diventasse una realtà parteciperanno ad ogni mobilitazione per fermare i ladri del futuro ed i nemici delle energie verdi e hanno già avviato una serie di iniziative politiche e sui territori per fermare chi ha deciso di riportare l'Italia al medioevo energetico.
"Quello varato oggi dal consiglio dei Ministri sulle rinnovabili è un decreto truffaldino che crea incertezza e blocca gli investimenti in un settore, fino ad oggi, trainante per l'economia e l'occupazione in Italia Il governo ha fatto entrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta attraverso i commi 9 bis e 9-ter dell'art. 23 del decreto sugli incentivi alle rinnovabili". Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che chiede di verificare "se il decreto licenziato oggi dal Consiglio dei ministri non sia anticostituzionale per la violazione dell'art. 41 della Costituzione e per eccesso di delega".
"Il comma 9-bis dell'articolo 23 prevede, infatti, che gli incentivi per la produzione di energia si applicano agli impianti solari fotovoltaici per i quali l'allacciamento alla rete elettrica abbia luogo entro il 31 maggio 2011, ossia tra 2 mesi - spiega il leader del 'Sole che ride' -. Il comma 9-ter dello stesso articolo prevede che gli incentivi agli impianti solari fotovoltaici allacciati dopo il 31 maggio 2011 sarà disciplinata attraverso un nuovo decreto del ministero dello Sviluppo emanato entro il 30 aprile 2011 che dovrà: a) determinare un limite annuale di potenza elettrica cumulativa degli impianti fotovoltaici che possono ottenere le tariffe incentivanti (tradotto significa che nel decreto di aprile sarà indicato un tetto all'energia solare prodotta); b) una rideterminazione delle tariffe incentivanti".
"E' ormai evidente che il governo ha optato per il sabotaggio delle rinnovabili, un settore che nell'ultimo anno ha prodotto oltre 13 miliardi di fatturato e che, al 2020, vale almeno 250 mila nuovi posti di lavoro secondo una simulazione fatta dalla Bocconi - conclude Bonelli -. Il modo in cui viene trattato il mondo della green economy è sconsolante: i ministri Romani e Prestigiacomo la smettano di giocare al gioco delle tre carte e prendere in giro con un settore che ha dato lavoro a 40 mila persone solo nel 2010 ossia a quatto volte gli operai che lavorano nello stabilimento di Mirafiori".