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Venerdì 04 Febbraio 2011 03:35

Porto Torres: la piccola Louisiana italiana dimenticata

Autore:  Angelo Bonelli
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mare_petrolio«Il disastro ambientale di Porto Torres è una piccola Louisiana italiana completamente ignorata dal governo che ha lasciato sole le comunità locali. E' inaccettabile che il governo ancora non abbia deciso di costituirsi come parte civile e che la Regione Sardegna ancora oggi stia valutando se farlo o meno». Dice il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: «Siamo in presenza di un disastro ambientale di una gravità inaudita che èstato troppo frettolosamente archiviato dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Chiediamo che si facciano analisi e monitoraggi in continuo nel tratto di mare interessato, anche in profondità e che si proceda immediatamente ad un controllo ed ad una bonifica del tratto di costa contaminato».

«Per stessa ammissione dell'assessore all'Ambeinte della Regione Sardegna è evidente che il disastro di Porto Torres ha l'area nord dell'Isola è vulnerabile dal punto di vista ambientale per la mancanza di alcune infrastrutture necessarie per intervenire immediatamente in caso di incidenti - conclude Bonelli -. Per questa ragione chiediamo al governo un provvedimento immediato per estendere il divieto di navigazione nelle Bocche di Bonifacio a tutte le navi cisterna e le petroliere e non solo a quelle italiane e francesi».

Del resto il problema dello sversamento di olio combustibile nel Nord Sardegna ha evidenziato che quella parte dell'Isola e' vulnerabile dal punto di vista ambientale anche per la mancanza di alcune infrastrutture necessarie per intervenire immediatamente in caso di incidenti. E' quanto emerso nel corso dell'audizione dell'assessore regionale dell'Ambiente, Giorgio Oppi, e dei rappresentanti delle Province di Sassari ed Olbia. E' stato il consigliere regionale dell'Mpa, Franco Cuccureddu, a sottolineare che «a Porto Torres dalle 22 alle 6 del mattino non e' a disposizione neanche un mezzo antincendio, se dovesse esplodere una petroliera non si potrebbe agire immediatamente e si creerebbe un danno ambientale che non sarebbe risolvibile neanche in 300 anni. Inoltre non esiste neanche un radar di terra per gestire il traffico o un sistema che permetta di controllare le navi cisterna fino a quando lasciano le acque della Sardegna».

Ultima modifica Venerdì 04 Febbraio 2011 03:42

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