Ci sono i bambini, che non possono più giocare sporcandosi le mani con la terra. Ci sono i medici che stanno effettuando indagini sul latte materno, dal quale emerge presenza di diossina superiore ai limiti di legge in quello di mucca. Ci sono i video fatti con visori a infrarossi da cittadini del luogo, in cui si vedono camini che sbuffano enormi quantità di fumi nella notte. Infine, ci sono i morti. Quelli di leucemie, tumori al cranio o alle vie respiratorie.In altre parole, si potrà continuare ad inquinare in quantità superiore ad 1 nanogrammo fino al 2013. A nulla sono valse le denunce dei cittadini, i dossier e le grida d'allarme che si alzano dal territorio da tanti anni. E lo scontro si accende anche sul fronte politico, dove i Verdi, durante una conferenza tenuta proprio ieri a Taranto, hanno annunciato battaglia a 360 gradi. Verrà costituito immediatamente un pool di avvocati per una grande class action, ha annunciato il presidente nazionale Angelo Bonelli. «Si chiederanno oltre 3 miliardi di euro di danni per un inquinamento che ha fatto e continua a fare una strage di vite», spiega il leader del Sole che ride.
Poi un attacco al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola: «Siamo delusi per la mancata risposta alla nostra richiesta, fatta lo scorso 19 ottobre, per un'indagine epidemiologica sui cittadini di Taranto. Sollecitiamo di nuovo il governatore Vendola ad un'indagine sanitaria per verificare la correlazione tra le malattie dei cittadini e l'inquinamento prodotto dai complessi industriali di Taranto, Ilva inclusa». L'indagine epidemiologica è ritenuta dai Verdi «uno strumento strategico ed indispensabile per fare giustizia». Anche perché «tutti i processi sui danni prodotti dall'inquinamento si sono infatti arenati dato che i magistrati non erano in grado di stabilire il nesso tra inquinamento e morti», denuncia ancora Bonelli.
Un accorato appello è arrivato anche dall'Associazione culturale pediatri, dalla Società italiana di pediatria, e dalla Federazione italiana medici pediatri, che hanno ricordato al governo i gravi rischi da esposizione ad elevati livelli di benzopirene che comporta tra l'altro «il rischio di ridurre il quoziente intellettivo del neonato e aumenta il rischio di malattie respiratorie del bambino». I medici infantili hanno infine espresso preoccupazione per «l'inaccettabile situazione di rischio» a cui saranno sottoposti, almeno per altri due anni, bambini e cittadini di Taranto.
Giulio Finotti (Terra)






