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Il futuro del vino è a impatto zero

 

Bere un bel bicchiere di vino a basso impatto ambientale deve avere tutto un altro sapore. Sicuramente più corposo dal punto di vista ambientale. Le aziende stanno cercando di ridurre l'impatto della produzione vitivinicola con l'obiettivo non nascosto di risparmiare anche denaro. 

Un modo per dimostrare agli acquirenti che il proprio vino inquina meno degli altri è la neonata certificazione, rilasciata dall'Ente Certificazione Qualità e certificazioni Iso, che misura le emissioni di anidride carbonica e gas nocivi per la produzione di una bottiglia. Si chiama Carbon Footprint (impronta ambientale del carbonio), ed è nato anche un decalogo che sottolinea i principi su cui si basa la certificazione.

Questa certificazione è nata grazie all'impegno di Salcheto, azienda di Montepulciano che afferma di voler diventare un'azienda ad impatto zero. A Il Fatto Quotidiano il proprietario della società, Michele Manelli, ha spiegato come sia riuscito a ridurre il proprio impatto investendo su risparmio energetico, coibentazioni e autosufficienza energetica.

 

L'interesse di Salcheto e di Manelli per l'ambiente e il risparmio energetico è dato, tra le tante cose, dalla convinzione che «il futuro dei vini di qualità sarà a impatto zero». E questa è sicuramente la speranza di tutti gli ecologisti.