"Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia dice cose non vere quando afferma che con il Federalismo demaniale nessun bene pubblico verrà messo in vendita". Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: "Nel decreto legislativo sul Federalismo demaniale è espressamente indicato che l'Ente locale che riceve il bene demaniale avvia un piano di 'alienazione' o 'valorizzazione', che classifica quello stesso bene come disponibile, mettendo in essere una una nuova classificazione urbanistica, come è previsto nei commi 1 e 2 dell'art. 58 della legge 6 agosto 2008 n.133".
"A smentire ulteriormente le affermazioni di Zaia ci pensa poi la relazione introduttiva al decreto legislativo del ministro (leghista come Zaia) Roberto Calderoli, in cui si legge che la vendita di questi beni servirà a ripianare i debiti degli Enti che li ricevono dal demanio - continua il leader del 'Sole che ride' -. Il problema del Federalismo demaniale non sono le cime delle Dolomiti, ma le centinaia di migliaia di ettari di terreni agricoli, superfici dello Stato e gioielli naturalistici come l'Isola di Santo Stefano che saranno svenduti per far cassa".
"Questo provvedimento, voluto fortissimamente dalla Lega, è stato impostato nel modo opposto a quello che dice Zaia - conclude Bonelli. Altro che le spiagge venete ai veneti: i terreni agricoli saranno svenduti ai costruttori per le speculazioni edilizie e gli immobili agli immobiliaristi. Siamo sconcertati dal fatto che il Parlamento abbia approvato un provvedimento che continuiamo a definire la più grande speculazione della Storia della Repubblica italiana: una vera truffa ai danni dello Stato che rischia di trovarsi non solo senza patrimonio ma anche senza territorio".
Roma, 28 giugno 2010






