ogmbox
nuclearebox
ponte
banner_7_marzo2010
Sei in Home > Nazionali > GOVERNO: PRONTE LE PROCEDURE PER IL VIA A CENTRALI NUCLEARI (IL PUNTO)
GOVERNO: PRONTE LE PROCEDURE PER IL VIA A CENTRALI NUCLEARI (IL PUNTO) PDF  | Stampa |
09 febbraio 2010
(ASCA) - Roma, 9 feb - Il Consiglio dei ministri di domani non discutera' solo di giustizia e della possibilita' di reintrodurre l'immunita' parlamentare, come anticipato dal guardasigilli Angelino Alfano (dovrebbe essere licenziato anche un decreto per correggere la sentenza della Corte di cassazione che ha riconosciuto la competenza della Corte d'assise per il reato aggravato di associazione mafiosa).
Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, ha annunciato che il Consiglio dei ministri approvera' in via definitiva il provvedimento per i criteri di localizzazione delle centrali nucleari. 'Da quel momento si avviera' il percorso per la scelta dei siti da parte delle imprese.
Quando le aziende avranno individuato i territori piu' conformi, credo che nel giro di due anni potremo iniziare i percorsi autorizzativi', ha chiarito in una intervista a Maurizio Belpietro su 'Canale 5'.
Il Consiglio dei ministri della settimana scorsa aveva gia' deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l'installazione di impianti nucleari nei loro territori. Per il governo, le tre leggi sono ritenute lesive della competenza esclusiva attribuita allo Stato in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema. La decisione era stata presa su proposta del ministro Scajola d'intesa con Raffaele Fitto, ministro degli Affari regionali.
Quindi il governo ha deciso di accelerare tutti i passaggi necessari per l'introduzione dell'energia nucleare, a iniziare dalla localizzazione dei siti, anche se la fase operativa della costruzione delle prime centrali dovrebbe avvenire tra piu' di due anni.
In un'altra intervista al quotidiano 'L'Arena', il ministro delle attivita' produttive ha precisato che in ogni caso 'la scelta dei siti sara' condivisa con il territorio, in quanto le popolazioni saranno informate e potranno partecipare a ogni fase del processo autorizzativo, come avviene ad esempio in Francia'.
Scajola ha inoltre chiarito che in questa fase si stanno individuando i criteri ambientali, geologici, urbanistici, economici e sociali che dovranno avere i territori per poter ospitare una centrale: 'Quando avremo definito i criteri, saranno le imprese energetiche a proporre di costruire una centrale individuando il sito piu' adatto'.
L'energia, ha puntualizzato Scajola, resta uno dei grandi problemi dell'economia italiana: 'Importiamo l'85% dell'energia che consumiamo, la paghiamo il 30% in piu' degli altri paesi europei e utilizziamo soprattutto fonti fossili (gas, olio e carbone) che sono le piu' inquinanti'. Da queste considerazioni, argomenta il ministro, nasce la nuova politica energetica del governo Berlusconi: 'Il nostro obiettivo e' scendere dall'85% al 50% nell'utilizzo di fonti fossili e produrre il restante 50% in parti uguali con fonti rinnovabili e centrali nucleari'.
Questa linea d'azione era stata ribadita dallo stesso presidente del Consiglio sabato scorso, in un collegamento telefonico con la cerimonia di apertura dei cantieri dell'autostrada Pedemontana: 'Bollette piu' leggere per gli italiani e per le imprese grazie al rilancio del nucleare e delle fonti alternative'.
Dal Congresso dell'Idv che si e' concluso domenica scorsa e' intanto stata lanciata l'idea di un referendum contro la linea del governo sul nucleare. Un primo no a questa ipotesi viene pero' da Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, entrambi senatori del Pd e rappresentanti dell'ala piu' ambientalista del partito: 'Con la proposta di un referendum sul nucleare, Di Pietro non fa altro che anteporre qualche voto in piu' per il suo partito alla possibilita' oggi piu' che realistica di sconfiggere Berlusconi e Scajola sul terreno della politica e dell'opinione pubblica'.
Spiegano i due parlamentari del Pd: 'Da una parte c'e' il ricorso a uno strumento ormai del tutto spuntato che da quindici anni fallisce il raggiungimento del quorum a prescindere dal tema in discussione, dall'altra c'e' la possibilita' assai concreta di sconfiggere il nucleare di Scajola e Berlusconi grazie al no di gran parte delle Regioni e alla crescente contrarieta' degli italiani'.
'Con il nucleare le bollette non si abbasseranno affatto, ma anzi cresceranno del 15%. Basta leggere le ricerche di importanti istituti finanziari come Moody's per vedere che il prezzo medio dell'energia nucleare risulta piu' costoso non solo del gas (+26%) ma anche dell'eolico', dichiara Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, in sciopero della fame contro l'oscuramento in tv delle tematiche ambientaliste care al suo partito.
090838 FEB 10