| Apc-Eolico/ Philippe Starck presenta le sue turbine "democratiche" | | Stampa | |
| Mercoledì 27 Gennaio 2010 01:31 |
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Il progetto di Pramac per le energie rinnovabili di massa
Milano, 27 gen. (Apcom) - L'eolico per tutti: è questo il sogno del designer francese Philippe Starck e della Pramac Spa di Siena, che oggi alla Triennale di Milano hanno presentato al pubblico il progetto "Revolutionair", ossia le prime microturbine eoliche che si rivolgono al mercato di massa. Disegnate da Starck in diversi anni di lavoro e realizzate sfruttando le tecnologie dei laboratori dell'azienda senese, le turbine eoliche dovrebbero - secondo il grande designer francese - rappresentare il primo passo verso un cambiamento epocale in tema di energia. "Le più grandi rivoluzioni - ha spiegato uno Starck apparso entusiasta e ottimista - iniziano sempre da rivoluzioni personali", e proprio su una svolta negli atteggiamenti delle persone punta anche Pramac, che, nelle parole dell'amministratore delegato Paolo Campinoti, punta a "trasformare l'eolico in qualcosa di grande e brutto in qualcosa di bello, piccolo e per tutti". Ossia con un costo che, molto indicativamente, Pramac immagina tra i 1.000 e i 2.000 euro. Le microturbine, prodotte in due modelli da 1 kilowatt e da 400 watt, sono state concepite per essere utilizzate sui tetti delle abitazioni o nei giardini e, ha aggiunto Campinoti, "fare sì che ognuno di noi possa averne una. E' un po' la realizzazione del modello di Rifkin che punta sulla generazione individuale dell'energia". Starck ha insistito molto sul tema del design democratico e, in questo caso specifico, ha coniato anche il termine di "ecologia democratica", ossia rivolta a tutti. Senza dimenticare l'aspetto estetico, notevole anche nelle linee minimali delle nuove turbine: "L'ecologia non è una condanna, dobbiamo creare dei prodotti ecologici, ma che la gente anche desideri avere". E poi ha aggiunto: "Per la prima volta ho prodotto qualcosa di utile". "Revolutionair" è un progetto che, dall'Italia, punta a rivolgersi all'intero mercato mondiale ma proprio nel nostro Paese potrebbe essere un poco più difficile da realizzare nella sua interezza, tanto per la struttura geografica del Paese quanto per i vincoli burocratici e tecnici sul ricorso alle energie rinnovabili. Ma, e di questo Starck e Campinoti appaiono convinti, questo vuole essere quantomeno un primo passo verso il cambiamento. 271421 gen 10 |