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TAV, SONDAGGI ELETTORALI

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Piemonte
Al via ieri le prime trivellazioni lungo il tracciato della Torino-Lione. La popolazione blocca le operazioni a Susa. Intanto i politici locali si schierano in vista delle Regionali e della manifestazione bipartisan pro-Tav del 24

L' importante era iniziare a profanare al più presto il territorio. E così è stato.
Tre le trivelle che dall'alba di ieri stanno effettuando i primi sondaggi geognostici (91 quelli previsti) per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.
I luoghi in questione sono lo scalo merci di Orbassano, la stazione ferroviaria di Collegno e il sito dell'Amiat di Basse di Stura a Torino. Tutto secondo i piani in queste aree, ma presso l'autoporto di Susa no.
Qui la popolazione, dopo aver presidiato la zona durante la notte, ha bloccato i lavori, spiegando ancora una volta le proprie ragioni nel volantino distribuito al mercato della cittadina piemontese: «Tutta la valle di Susa è contraria a vedersi trasformata in un cantiere a cielo aperto per più di vent'anni. La popolazione valsusina è estranea alle logiche di potere imposte dalla lobby del Tav».
I manifestanti, 2-3.000 in tutto, hanno rivendicato il respingimento dell'intervento dei tecnici della Ltf (società incaricata dei sondaggi), scortati alle prime luci dell'alba dalle forze dell'ordine. In seguito, i cittadini si sono diretti in corteo verso il centro di Susa, per incontrare il sindaco Gemma Amprino, che ha ribadito la propria posizione a favore dei sondaggi «come elementi utili per conoscere il territorio», precisando che il Comune non ha stipulato alcun contratto di affitto con la società incaricata e che esiste una convenzione 60ennale che consente i carotaggi.
Secondo il primo cittadino, le attuali tecnologie sarebbero in grado di realizzare l'opera senza manomettere il patrimonio territoriale. Una visione che fa a pugni con quella dei No-Tav, che però oggi, a differenza di cinque anni fa, si siedono al bar e chiacchierano placidamente con i Pro-Tav. Almeno secondo quanto racconta il sindaco Amprino nell'elogiare la funzione dell'Osservatorio tecnico diretto dall'architetto Virano.
La situazione è in realtà più spinosa che mai, vista l'incombenza delle elezioni regionali in Piemonte (28 marzo) e il ruolo decisivo della mega-opera per l'esito della sfida tra Mercedes Bresso, che ieri ha espresso estrema soddisfazione per l'inizio dei sondaggi e per il mutato clima, e lo sfidante Roberto Cota. Un botta e risposta continuo e sterile, il loro.
Secondo il leghista il presidente della Regione Piemonte dovrebbe «sfiduciare l'attuale presidente della Comunità montana, il No-Tav Sandro Plano; dire chiaramente se intende andare al voto con la sinistra radicale e mettere fuori Giunta gli assessori della sinistra No-Tav».
Alla bagarre partecipano poi le istituzioni della Valsusa da sempre schierate contro l'operazione treno. La Bresso, dal canto suo, rivendica l'apprezzamento del Governo e ricorda al collega che il fronte degli oppositori abbraccia anche il centrodestra, con esempi proprio nella Lega. Questo lo scenario manifesto, di natura propagandistica, che culminerà con l'appuntamento del 24 gennaio, quando nella sala gialla del Lingotto Fiere, andrà in scena la manifestazione bipartisan Pro-Tav voluta dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino.
Politici, amministratori locali, imprenditori, esponenti della cultura e della società sosterranno compatti l'opera che rilancerebbe il territorio. Tra una ventina d'anni. Punta visibile di un iceberg sotto al quale si lavora di trivella, ma senza la necessaria trasparenza.
I test iniziati oggi, che mirano a verificare la presenza di sostanze nocive nei siti prescelti per elaborare entro febbraio un progetto preliminare, si svolgono senza un calendario noto a tutti. A fare da mediatori, geologi e comunicatori sociali che rispondono alle domande dei cittadini dall'interno di un camper presente nelle aree.
Ma la pazienza, con gli abitanti ficcanaso, ha già un limite: il 31 gennaio scade la proroga concessa dall'Ue all'Italia per la consegna del tracciato. Se la scadenza non sarà rispettata bisognerà restituire i fondi concessi, 700 milioni di euro, e pagare sanzioni salatissime.


Diego Carmignani da Terra

 

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