
Treni Ritardi di ore, soppressioni a catena e l'Italia tagliata in due. Il maltempo congela la rivoluzione ferroviaria. L'ad di Fs Moretti: «Siamo l'unico Paese a non aver bloccato le linee». E il vanto dell'Alta velocità diventa una nuova criticità
Oltre 10 ore di ritardo tra Lecce e Milano, il Nord- Est isolato, l'Italia tagliata a metà. Ma meglio in ritardo che niente.
Così l'ad delle Ferrovie dello Stato sulla paralisi del sistema ferroviario italiano. Appena rimesso a nuovo e già in tilt completo al primo banco di prova, rappresentato dalle condizioni meteorologiche avverse, paragonabili solo, sempre secondo Mauro Moretti, a quelle verificatesi nell'inverno del lontano 1986. Eppure l'ondata di freddo, la neve e il ghiaccio erano fenomeni ampiamente annunciati, e le Frecce colorate, sbrigliate da una settimana appena, hanno fatto la figura di treni merci, rimanendo impantanate come i "colleghi" meno accreditati in circolazione sulla rete.
Certo il congelamento della mobilità sta riguardato tutta l'Europa e il nostro Paese è l'unico a non aver ricorso ai blocchi delle linee, ma solo alla cancellazione di alcuni treni (il 10 per cento su 7mila in circolazione). Punto di vanto, questo, secondo le Ferrovie, che adottano, come giustificazione degli inconvenienti elettrici e logistici, la rivoluzione dell'Alta velocità.
In pratica, la nuova era si è tramutata in una inaspettata criticità, che va ad accentuare i limiti delle strade ferrate di tutto lo Stivale.
Giuseppe Gallini, ingegnere ed ex progettista Ansaldo Breda, tra i massimi esperti del sistema ferroviario italiano, fa il punto su quello che sta accadendo in queste ore: «Le condizioni atmosferiche hanno sorpreso un po' tutti. È abbastanza normale che nevichi, è invece davvero straordinario che alla neve segua immediatamente il ghiaccio. Ci dobbiamo attrezzare per i 40 gradi estivi, problema che altri Paesi non hanno, e per l'inverno rigido. Esistono persone preparate e misure specifiche per queste evenienze. In questo caso, però bisogna sottolineare come tutto il sistema sia bloccato, dagli scali aeroportuali all'Eurotunnel: la situazione è davvero anomala e si sa che in certe condizioni, se si ferma un treno si fermano anche quelli che seguono. E se solo qualcheduno, più o meno coscientemente, non si comporta come dovrebbe, a pagare è l'intero sistema. La nostra, poi - continua Gallini -, è una linea delicata: passa per gallerie, montagne, fa chilometri e chilometri con varie tipologie di terreno, attraversa due volte gli Appennini. E appena un pezzo della cordata cade, si porta giù tutti gli altri».
A proposito di sistema, quello italiano ha subito un riassetto repentino in nome della modernità e delle tariffe più alte. Ci è voluto il maltempo per far venire i nodi al pettine e mettere in luce quello che non diceva la pubblicità dell'Alta velocità.
«Serve un'immediata inchiesta parlamentare sui disservizi delle Ferrovie dello Stato - ha commentato in queste ore il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli -. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una gestione assurda e vessatoria da parte delle Ferrovie nei confronti dei 2 milioni di cittadini a cui sono state sottratte linee ferroviarie e risorse a vantaggio dell'Alta Velocità su cui viaggiano circa 30mila passeggeri: chiediamo che il Parlamento se ne occupi immediatamente e che vengano finalmente destinate le risorse necessarie per l'acquisto di nuovi treni e linee per i pendolari che, oggi, ricevono un trattamento non degno di un paese civile». Meno male che c'è Moretti che premurosamente consiglia: «Chi prende treni a lunga percorrenza si porti qualche coperta, un po' d'acqua e qualche panino in più: potrebbe mancare l'energia elettrica e il treno fermarsi».
All'amministratore delegato il panino in più gliel'ha mandato l'associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori Adoc, a nome di tutti i passeggeri presi in giro dall'inefficienza di Trenitalia. Che, come sottolinea il presidente Pileri, ha sempre annunciato l'adozione degli scambi termici, ma alle promesse non sono mai seguiti i fatti.
Diego Carmignani da Terra






