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Europa, a rischio il mercato delle emissioni inquinanti

emissioniCO2Articolo di Emanuele Bompan per "Terra".

Climate change. L'europarlamento ha bloccato il tentativo di alzare al 30% la limitazione alle quantità di gas serra. Una scelta che potrebbe avere ripercussioni negative sull'emission trading system.
Le conseguenze del voto dell'Europa di limitare al 20% i tagli delle emissioni di gas climalteranti rispetto alla baseline del 1990 potrebbero avere conseguenze a breve termine sui mercati della Co2 europei e mondiali. Nei giorni passati infatti l'europarlamento ha bloccato il tentativo di alzare al 30% entro il 2020 la quantità di gas serra responsabili del cambiamento climatico e causa di tumori e malattie respiratorie. Uno stop che molti imputano agli inglese e ai polacchi, ma soprattutto alle lobby del acciaio, petrolio e carbone.
Questo stallo potrebbe ora influenzare il mercato delle emissioni che nel 2012 dovrà entrare nella sua terza fase (la prima fu sperimentale portando ad una bolla dei prezzi, la seconda 2008-12, di assestamento). UN mercato che oggi vale oltre decine di miliardi di euro. Secondo numerosi analisti il parlamento EU deve stringere i tetti per fare in modo che il mercato delle emissioni incentivi la creazione di un'Europa low-carbon. Nel rapporto annuale pubblicato nei giorni scorsi dall'associazione inglese Sandbag. dal titolo "Buckle Up! Tighten the cap and avoid the carbon crash" si sottolinea la necessità di avere tetti alle emissioni più stringenti e controlli più severi per mantenere la stabilità dei mercati. Secondo la charity oggi esistono troppi crediti sul mercato e troppe allocazioni gratuite.
Il sistema europeo di scambio delle emissioni di anidride carbonica (EU ETS – Emissions Trading Scheme) obbliga vari settori industriali a consegnare crediti pari alle tonnellate di CO2 prodotte ogni anno. Le quote sono state distribuite fino ad oggi (e sarà così fino al 2012) su base gratuita, possono essere vendute e comprate in un mercato ad hoc, con il prezzo determinato dall'ammontare di domanda e offerta. Oggi però c'è il problema che sono stati allocati un numero eccessivo di permessi: questo ha tenuto basso il prezzo della CO2. Il che significa che gli investimenti in green tecnologies potrebbero generare meno tagli ai gas climalteranti e far mancare all'Unione Europea gli obbiettivi del 2020. Secondo Sandbag ben 1,9 miliardi di quote nella fase tre sarebbero in eccesso, limitando come detto prima il valore della Co2. Ciò significherebbe che le industrie inquinanti pagherebbero meno per emettere Co2 nell'atmosfera risparmiando vari miliardi di euro.
Sandbag suggerisce la rimozione e successiva cancellazione di 1,7 milioni di tonnellate di quote dal mercato, nonché la riduzione del 2,4% su base annua delle emissioni consentite a partire dal 2013. Secondo Bryony Worthington, fondatrice di Sandbag. «se Bruxelles fallisce nella riforma del mercato europeo delle emissioni, è la stessa Unione europea a rischiare il fallimento in un settore nel quale potrebbe essere all'avanguardia su scala mondiale».
 

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