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Il costo medio del capitale nel nucleare

La costruzione di un impianto nucleare comporta un investimento di svariati miliardi di euro. L'ingente esborso, che si protrae per oltre 15 anni, viene coperto di norma da un mix di debito (70%) e capitale proprio (noto anche come "equity", 30%).
Un parametro di riferimento è il costo medio pesato del capitale, Wacc, (weighted average capital cost, in inglese), che è la media pesata del costo dell'indebitamento e del capitale proprio.
Il costo del debito è quello richiesto dai tassi di mercato per prestiti e finanziamenti a lungo termine dagli istituti di credito e dalle banche. Il costo del capitale proprio (equity) è la remunerazione attesa sul rischio di investimento dei mezzi propri (risorse dell'azienda).
Entrambe le voci di costo, del debito e dell'equity, nel nucleare sono molto elevate a causa della lunghezza dei tempi di costruzione, del rischio di ritardi e di problemi tecnici. Molti impianti nucleari iniziati non sono mai stati portati a termine, altri, come sta accadendo nel caso della centrale di Olkiluoto, in Finlandia, sono soggetti a gravi ritardi che compromettono il piano di business dell'azienda elettrica.

 

Per questo motivo il costo medio del capitale nel nucleare, pari al 10%, è superiore a quello delle altre fonti energetiche, pari al 7,8% (fonte M.I.T.).

Nel caso del nucleare, l'elevato costo del capitale è uno dei fattori determinanti nella sostanziale stasi nella costruzione di nuove centrali atomiche nei paesi occidentali. Investire capitale proprio richiede una rigida previsione di rientro, pena la perdita di risorse
aziendali o mancati guadagni da altre opportunità, che si avrebbero investendo ad esempio su altre fonti energetiche meno rischiose e più rapidamente remunerative.

 

Commenti  

 
+2 #2 2010-03-22 23:49
Vorrei riportare il link della iaea www.iaea.org/.../sokolov121108.html dove il discorso è improntato sul costo di costruzione di una centrale nucleare, in particolar modo sulla conclusione del punto 1 (se traduco bene): L'energia nucleare ha un forte potenziale come fonte di energia scelta ma non è una soluzione magica per tutti i casi. Devono essere fatte valutazioni specifiche per ogni paese.
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+1 #1 2010-02-06 05:49
Ecco, sottolineiamo il fatto che in Finlandia, e al nord sono molto precisi, sono raddoppiati i tempi di costruzione e anche le spese, e sono sorti problemi e tensioni per questo.

Immaginiamoci in Italia cosa accadrebbe, visto come ci muoviamo quando si tratta di grandi infrastrutture. su 5 anni immaginati se ne metterebbero almeno 15.
Per non parlare del "piccolo problema MAFIE".

ecodellaterra.blogspot.com
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