Svolta del premier Naoto Kan: dopo Fukushima futuro senza atomo.Potrebbero volerci dieci anni per smantellare le centrali sventrate dallo tsunami, ma dopo quello che è successo a Fukushima è doveroso immaginare una società che faccia a meno del nucleare. Il premier giapponese Naoto Kan ha comunicato oggi al mondo la svolta che intende dare alla politica energetica del paese, annunciando che già da domani sarà in discussione in Parlamento una legge quadro sulle energie rinnovabili che progressivamente sostituiranno i reattori atomici.
Dopo quanto successo a Fukushima a marzo, infatti, "non si può più sostenere che la politica condotta fino ad oggi garantisca la sicurezza dello sfruttamento dell'energia nucleare", ha dichiarato il primo ministro giapponese. La road map prevede, quindi, una graduale riduzione della dipendenza del paese dall'atomo, che nel 2010 si aggirava intorno al 30% di elettricità e doveva essere portata, prima del disastro, al 50% entro il 2030. L'obiettivo finale: l'abbandono totale di questa pericolosissimo tipo di energia per passare a fonti di energia pulita.
In Giappone ci sono attualmente 54 reattori atomici, di cui 19 in funzione e 35 fermi, alcuni a causa del terremoto, altri per manutenzione. Il governo ha richiesto test rigorosissimi sul funzionamento delle centrali che è ancora necessario tenere in vita, finchè non sarà possibile staccare del tutto la spina al nucleare. La copertura di elettricità, assicura l'esecutivo nipponico, è comunque sufficiente ad affrontare l'estate e l'inverno. Intanto parte il treno del rinnovabile.






