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Apc-* Legambiente: Città invivibili ed è allarme per il 'Mal Comune' PDF  | Stampa |
11 marzo 2010
Roma, 11 mar. (Apcom) - Si chiama 'Mal Comune' ed è dato dalla somma di incidenti stradali, obesità, stress, rumore, inquinamento. L'allarme lo lancia Legambiente alla Va Conferenza paneuropea Ambiente e salute di Parma. Nel 2008, sulle strade urbane si sono verificati 168.088 incidenti (76,8% del totale) che hanno causato 228.325 feriti (73,5% sul totale) e 2.076 morti (pari al 43,9%). Numeri impressionanti, commenta Legambiente, che dovrebbero spingere gli amministratori delle città a trovare soluzioni più sicure per la mobilità nei centri urbani, dove comunque non sono solo gli incidenti a minacciare la salute dei residenti.

Si stima, scrive Legambiente, che vivere in una grande città significhi dormire trenta minuti a notte in meno a causa dei rumori da traffico. E sono circa 20 milioni gli italiani che abitano nelle medie e grandi aree urbane. L`inquinamento acustico è percepito come un problema grave dalle famiglie italiane che, secondo un'indagine Istat, dichiarano per il 36,8% gravi problemi relativi al rumore nella zona in cui abitano. Ma anche il problema dell'obesità, sempre più diffuso nelle aree urbane/viene ormai attribuito, oltre che ad una cattiva alimentazione, alla sedentarietà e all'uso prevalente dell'automobile come principale mezzo di spostamento. Circa un terzo degli adulti è sovrappeso e lo stesso vale per i bambini. Gli obesi, coloro che superano i 130 chili di peso, sono poco meno del 10% della popolazione, circa 5 milioni di persone. Eppure basterebbe, ad esempio, camminare o andare in bicicletta per circa mezz'ora al giorno per ridurre concretamente il rischio-obesità.

La coda in auto, fa notare Legambiente, è causa di episodi di microconflittualità per 6 italiani su 10. Rimanere bloccati nell'auto, ad esempio, scatena quotidianamente la litigiosità e gli scontri verbali nel 61% degli italiani, pronti ad alterarsi, attaccare briga e suonare nervosamente il clacson. Gli abitanti delle città passano ormai un`ora (o anche più) al giorno incolonnati sulle strade, spostandosi a una velocità media che nel migliore dei casi supera di poco i 25 km/h. A Roma, ad esempio, il tempo passato al volante è di 74 minuti al giorno, a Napoli e Torino è di 63 e 62 minuti, a Milano un`ora esatta, a Palermo e Genova 58 e 53 minuti. Ridicole le velocità medie: Torino è la città con la mobilità più fluida (26 km/h), seguita da Genova (25), Roma (23), Milano (22), Napoli (21), Palermo (20).Per non parlare delle conseguenze dell'inquinamento atmosferico. Le polveri sottili insidiano gravemente la salute dei cittadini. 57 città italiane su 88 che hanno dati completi sulle Pm10 superano il limite previsto dalla legge. Ma il problema esiste soprattutto a Napoli (156 superamenti del limite medio giornaliero di 50 microgrami/metro cubo), Torino (151), Ancona (129) e Ravenna (126) mentre tra le altre grandi città svettano Milano (108), Roma (67) e Venezia (60). Valori molto elevati se pensiamo che per legge sono consentiti al massimo 35 giorni di superamento all'anno.

Le regioni del nord sono quelle in cui si registrano i valori più critici con tutti i capoluoghi della Lombardia e dell'Emilia Romagna fuori dal limite di legge: 7 su 8 in Piemonte e 6 su 7 in Veneto. Nulla di buono nemmeno sul fronte ozono, che nei mesi estivi ha fatto registrare livelli record: dal 1 gennaio 2010 è entrato in vigore il limite per la protezione della salute umana di 120 microgrammi/metro cubo da non superare per più di 25 giorni in un anno. Ma oltre la metà delle città monitorate nel 2009 non rispettavano questo limite (32 città su 50 monitorate).

"I danni da traffico, la scarsa vivibilità dei centri urbani, sembrano raccontare ormai un mal Comune - ha dichiarato il responsabile Aree urbane di Legambiente Alberto Fiorillo - sia perché risultano molto diffusi, sia perché la cura sta nelle mani di chi amministra le città. Ma se fino ad oggi si è cercato di rispondere all'emergenza singola, troppo traffico, troppo rumore, troppi incidenti in città, è necessario ora passare a strategie complessive che tengano insieme tutte le questioni".

L'obiettivo degli amministratori deve essere la "gestione sostenibile della città. Solo così - conclude Legambiente - sarà possibile affrontare in maniera utile la questione della vivibilità, ragionando di politiche ambientali con un approccio complessivo e unitario".

111631 mar 10

 

 
SALUTE: 'STRESS DA TRAFFICO', SI DORME MENO E 6 SU 10 LITIGANO PDF  | Stampa |
11 marzo 2010
(AGI) - Roma, 11 mar. - Vivere nel caos e nello smog delle metropoli fa male: si dorme mezz'ora in meno ogni notte, e soprattutto, sopraffatti dallo stress, si litiga: passare ore in coda fa discutere infatti ben sei italiani su dieci. Sono i dati presentati da Legambiente alla conferenza ejuropea Ambiente e Salute di Parma. La citta', insomma, non solo uccide (nel 2008 sulle strade urbane si sono verificati ben 168.088 incidenti (pari al 76,8% del totale) che hanno causato 228.325 feriti (73,5% sul totale) e 2.076 morti), ma mina gravemente il nostro equilibrio psichico. Si stima che vivere in una grande citta' significhi dormire trenta minuti a notte in meno a causa dei rumori da traffico. E sono circa 20 milioni gli italiani che abitano nelle medie e grandi aree urbane. L'inquinamento acustico e' percepito come un problema grave dalle famiglie italiane che, secondo un'indagine dell'ISTAT, dichiarano per il 36,8% gravi problemi relativi al rumore nella zona in cui abitano. Ma anche il problema dell'obesita', sempre piu' diffuso nelle aree urbane /viene ormai attribuito, oltre che ad una cattiva alimentazione, alla sedentarieta' e all'uso prevalente dell'automobile come principale mezzo di spostamento. Circa un terzo degli adulti e' sovrappeso e lo stesso vale per i bambini. Gli obesi, coloro che superano i 130 chili di peso, sono poco meno del 10% della popolazione, circa 5 milioni di persone. Eppure basterebbe, ad esempio, camminare o andare in bicicletta per circa mezz'ora al giorno per ridurre concretamente il rischio-obesita'. E lo stress da traffico? La coda in auto e' causa di episodi di microconflittualita' per 6 italiani su 10. Rimanere bloccati nell'auto, ad esempio, scatena quotidianamente la litigiosita' e gli scontri verbali nel 61% degli italiani, pronti ad alterarsi, attaccare briga e suonare nervosamente il clacson. D'altronde gli abitanti delle citta' passano ormai un'ora (o anche piu') al giorno incolonnati sulle strade, spostandosi a una velocita' media che nel migliore dei casi supera di poco i 25 km/h.
111553 MAR 10

 

 
SALUTE: PER SMOG CUORE PIU' A RISCHIO IN CITTA' DEL SUD PDF  | Stampa |
11 marzo 2010
STUDIO IN 10 CENTRI RILEVA AUMENTO RICOVERI E MORTALITA' DA INQUINAMENTO

Parma, 11 mar. (Adnkronos) - Lo smog delle citta' fa aumentare i rischi di ricovero per malattie cardiovascolari e respiratorie, oltre che la mortalita' per patologie legate all'inquinamento. E a rischiare di piu' sono i cittadini che abitano nel Sud Italia. E' quanto emerge dallo studio 'EpiAir', del ministero della Salute realizzato attraverso il Ccm (Centro di controllo delle malattie).

La ricerca ha analizzato per 2 anni l'aumento dei rischio per la salute nei 6 giorni successivi i picchi di inquinamento in 10 citta' italiane (Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Pisa, Roma, Taranto, Palermo e Cagliari). Lo studio, presentato oggi a Parma alla Conferenza Oms su Ambiente e Salute, e' stato appena prorogato per un altro biennio, fino al 2012, ed esteso ad altre 5 citta' (Trieste, Genova, Ancona, Napoli e Bari)

La prima fase dello studio, conclusa a fine 2009, ha evidenziato che il rischio di mortalita' raddoppia nei giorni del picco, aumentando dello 0,7% per ogni incremento di 10 microgrammi/metro cubo di Pm10 rispetto allo 0,3%. Nella classifica delle citta' con maggiori incrementi di rischio, al primo posto si piazza Palermo mentre Milano e' all'ultimo.Stesso discorso e stessa classifica 'geografica' per i ricoveri per patologie cardiovascolari, quali infarto, angina e scopenso cardiaco, e respiratorie come bronchiti, polmoniti e asma. In particolare si e' rilevato che gli effetti dello smog sul rischio di ricovero per malattie cardiovascolare e' piu' immediato, ovvero nei primi 2 giorni dal picco di inquinamento, ed e' pari allo 0,7%, mentre per quelle respiratorie l'effetto e' ritardato ai 5 giorni successivi ed e' quantificabile in un aumento dello 0,6%. In particolare, per quanto riguarda l'asma nei bambini tra 0 e 14, si e' registrato un incremento straordinario pari al 9% dei ricoveri ospedalieri.

"Fra le ipotesi che spiegano il maggiore rischio delle citta' del Sud - spiega Ennio Cadum dell'Osservatorio epidemiologico del Piemonte, regione che coordinera' la seconda fase dello studio - ci sono sia la tendenza di tenere le finestre aperte, sia il possibile effetto delle radiazioni solari sul particolato, che rende i composti piu' tossici e attivi". Lo studio ha inoltre analizzato le misure adottate, fra il 2001 e il 2005, dalle citta' per ridurre i livelli di smog.

"Targhe alterne, limitazione del traffico con Ztl e domeniche senza auto - riferisce Cadum - non hanno concretamente mostrato nessuna efficacia. Per averne queste misure dovrebbero essere prese tutte insieme e per zone molto ampie. Per esempio - conclude - dovrebbero essere applicate contemporaneamente in tutta la pianura Padana che e' la prima area piu' inquinata in Europa e tra le prime sei del mondo".

11-MAR-10 17:13

 

 
Apc-Fotovoltaico/ Statkraft, primo parco in Italia, mira a espansione PDF  | Stampa |
11 marzo 2010
Roma, 11 mar. (Apcom-Nuova Energia) - Statkraft, colosso norvegese delle rinnovabili, apre il primo impianto fotovoltaico in Italia, Casale ad Aprilia. Statkraft annuncia anche la conclusione di un accordo con Siemens Energy per costruire altri impianti fotovoltaici in Italia. Con una capacità totale di 3,3 MW e una produzione di energia annuale di 4,5 GWh, l'impianto fotovoltaico di Casale fornirà energia rinnovabile a circa 1200 abitazioni private in Italia. "Lo sviluppo di energia solare fa parte della nostra strategia di mantenere il ruolo di Statkraft come principale società in Europa nel settore delle fonti rinnovabili", afferma Bard Mikkelsen, presidente e ad di Statkraft.
Statkraft annuncia oggi anche un accordo in esclusiva con Siemens Energy per realizzare nuovi impianti fotovoltaici in Italia per produrre una capacità fino a 40 MW durante il 2010. L'accordo copre la serie di progetti di Statkraft in Italia e l'inizio della costruzione del successivo impianto fotovoltaico è prevista per la primavera 2010.

L'obiettivo di Statkraft consiste nello sviluppare 75 MW di capacità di generazione di energia solare entro il 2012. I paesi di maggiore interesse sono Italia, Spagna e Francia, in base all'elevato irraggiamento solare e agli schemi di supporto definiti. Statkraft è la società di energia rinnovabile più grande in Europa. Il gruppo sviluppa e genera energia idroelettrica, energia eolica, energia a gas e teleriscaldamento ed è una delle principali società coinvolte nello scambio di energia in Europa. Statkraft sviluppa anche energia marina, osmotica e altre soluzioni di energia innovative. Nel 2009, Statkraft ha dichiarato un reddito operativo pari a 2,9 miliardi di euro. Il gruppo impiega 3.400 dipendenti in più di 20 paesi.

111652 mar 10

 
Apc-Clima/ Protocollo Kyoto aiuta riforestazione Africa PDF  | Stampa |
11 marzo 2010
Roma, 11 mar. (Apcom-Nuova Energia) - Nell'ambito dei meccanismi flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto (CDM - Clean Development Mechanism), la Banca Mondiale ha annunciato la registrazione del più grande progetto di riforestazione del continente africano. Denominato Humbo Assisted Natural Regeneration Project, dal 2007 a oggi il progetto ha già recuperato, con il rimboschimento di specie arboree indigene, circa 2.700 ettari di terreno degradato nella zona di Humbo, nel sud-ovest dell'Etiopia. In tutto il Paese oggi rimane solo il 2,7% delle originarie foreste. La deforestazione prosegue da decenni, incidendo pesantemente sulla biodiversità e sulle condizioni di vita della popolazione: circa 77 milioni di persone che dall'agricoltura ricavano il 50% del PIL e l'80% dell'occupazione.

La registrazione del progetto nell'ambito del protocollo di Kyoto consente ora la vendita (a partire dal 2017) di crediti di emissione per oltre 338.000 tonnellate di CO2, di cui la metà sarà acquistata dal BioCarbon Fund della Banca Mondiale, che assicurerà così un flusso di reddito di circa 700.000 dollari per circa 10 anni. L'altra metà sarà venduta sul mercato dei crediti di carbonio. Oltre ai benefici sull'ambiente (si stima che "Humbo" eviterà l'immissione in atmosfera di quasi un miliardo di tonnellate di CO2 nei prossimi 30 anni), il progetto porterà dunque anche vantaggi economici e sociali per le comunità locali, che hanno redditi tra i più bassi al mondo.

"Fino ad oggi - ha dichiarato Inger Andersen, direttore del progetto di sviluppo sostenibile per l'Africa della World Bank - l'Africa ospita meno del 2% di tutti i progetti CDM registrati a livello mondiale, mentre la promozione di questi progetti di riforestazione è fondamentale in questa area del pianeta.
Altrimenti sarà difficile ottenere l'appoggio dei Paesi africani sugli accordi post Kyoto sui cambiamenti climatici.

111700 mar 10

 
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