La conferenza si è aperta con la relazione della commissione sulla biodiversità delle Nazioni Unite, che ha parlato del ruolo degli oceani nel recupero della Co2.
Secondo la commissione UNEP, in condizioni normali, gli oceani sarebbero in grado di assorbire un quarto della C02 prodotta dall'uomo; negli ultimi anni però il loro livello di acidità si è incrementato notevolmente, mettendo così in pericolo la biodiversità (con tragiche previsioni per la barriera corallina) e diminuendo l'assorbimento della Co2.
L'Intergovernmental Panel on Climate Change, sempre dell'Onu, ha stimato un innalzamento dei mari al 2100 tra 18 e 59 cm, ma con l'incognita del ghiaccio artico.
Secondo la commissione UNEP, in condizioni normali, gli oceani sarebbero in grado di assorbire un quarto della C02 prodotta dall'uomo; negli ultimi anni però il loro livello di acidità si è incrementato notevolmente, mettendo così in pericolo la biodiversità (con tragiche previsioni per la barriera corallina) e diminuendo l'assorbimento della Co2.
L'Intergovernmental Panel on Climate Change, sempre dell'Onu, ha stimato un innalzamento dei mari al 2100 tra 18 e 59 cm, ma con l'incognita del ghiaccio artico.
Gli scienziati hanno concluso sulla necessità di aumentare i tagli del 20% entro il 2020 per quanto riguarda gli Stati Uniti, ma comparato ai livelli del 1990 e non al 2005 come vorrebbe il Parlamento americano.
Il Primo ministro etipope, Miles Zenawi, ha telefonato al capo-negoziatore cinese Wen Jibao e fatto appello ai grandi della Terra per non "affossare i negoziati"; infine è partito alla volta di Parigi per incontrare Sarkozy e poi, a Londra, Brown.
E' intervenuto anche Hasan Mahmud, Primo Ministro del Bangladesh, che ha rivendicato il 15% del fondo destinato ai Paesi poveri per il suo Stato, poiché ritenuto più sottoposto ai rischi relativi ai cambiamenti climatici.






