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GAZA, UCCISO IL VOLONTARIO ITALIANO RAPITO

Bonelli: 'sconcerto e profondo dolore per la brutale uccisione di Vittorio Arrigoni
Oggi l'Italia e i Verdi sono in lutto per l'uccisione di Vittorio Arrigoni, il volontario e pacifista italiano di 36 anni rapito ieri nella striscia di Gaza da un gruppo salafita e il cui corpo, senza vita, è stato rinvenuto questa notte in un blitz di Hamas. I rapitori avevano lanciato ieri pomeriggio la rivendicazione e l'ultimatum di 30 ore, chiedendo la liberazione dei propri militanti arrestati da Hamas nei mesi precedenti.
Arrigoni era un blogger, giornalista (spesso aveva collaborato con 'il Manifesto') e militante dell'International Solidarity Movement (Isn), Ong non violenta che si batte contro l'occupazione israeliana e per migliorare le condizioni di vita del popolo palestinase, vittima di miseria e disperazione. Viveva e lavorava dal 2008 nella Striscia, dove tutti lo conoscevano per il suo impegno. I rapitori appartengono a un piccolo gruppo della galassia jihadista filo-Al Qaida, la 'Brigata Mohammed Bin Moslama': una formazione estremista protagonista, negli ultimi due anni, di diversi tentativi di rivolta contro Hamas, come quello del 2009 nella moschea bunker di Rafah.
Il presidente dei Verdi Angelo Bonelli ha espresso, «sconcerto e profondo dolore per la brutale uccisione» del militante pacifista. Per il leader ecologista «l'Italia deve essere grata a quelle migliaia di volontari come Vittorio che lavorano nelle zone di guerra e di conflitto schierandosi con le popolazioni e che rappresentano il vero tentativo di portare la pace, la democrazia laddove c'è solo la guerra e la miseria».
I Verdi, che si stringono al dolore dei familiari e di quanti hanno voluto bene a Vittorio, chiedono che si faccia al più presto «piena luce su quanto è accaduto a Gaza e sulle circostanze che hanno portato all'uccisione del volontario italiano».
 

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