| L'Onu dice no | | Stampa | |
| 12 maggio 2009 |
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"Il respingimento di richiedenti asilo e' tassativamente vietato dagli obblighi internazionali". Lo ha detto L'Alto commissariato Onu per i rifiugiati. Sit in di Sinistra e Libertà Roma - Il Segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon ''appoggia'' le richieste dell'Unhcr all'Italia di riammettere i respinti che hanno i requisiti per chiedere protezione. Lo ha detto oggi il portavoce del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon.L'Onu ''appoggia la richiesta dell'Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr)'', che ha espresso oggi ''grave preoccupazione'' verso l'Italia per il rinvio di migranti intercettati o soccorsi in mare, ha aggiunto. Il portavoce ha spiegato che l'Unhcr e' la ''voce guida dell'Onu per quanto concerne i rifugiati, e i rapporti con Roma su questo tema saranno gestiti dallo stesso commissariato". Il respingimento di rifugiati o richiedenti asilo, ha fatto sapere oggi L'Unhcr, e' tassativamente vietato dagli obblighi internazionali che scaturiscono, in particolare, dalla Convenzione sui Rifugiati del 1951 e dal Protocollo del 1967, dalla Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici, dalla Convenzione Onu contro la Tortura e dalla Convenzione Europea sulla Protezione dei Diritti Umani. Il rinvio diretto di un rifugiato o di un richiedente asilo verso un paese nel quale teme di essere perseguitato/a non rappresenta l'unica forma di respingimento, ricorda l'Alto commissariato. Anche il rinvio indiretto verso un paese terzo che potrebbe successivamente inviare la persona verso il paese di temuta persecuzione costituisce respingimento, ed in questo caso entrambe i paesi sarebbero ritenuti responsabili, afferma ancora l'Unhcr. Intanto da domani dirigenti e operatori dell'Arci inizieranno uno sciopero della fame come protesta simbolica "contro il ddl sicurezza e la barbarie dei respingimenti in mare". L'appuntamento e' a piazza Montecitorio, dove si tiene anche il sit in di Verdi e Sinistra e Libertà. ''Di fronte a un governo indifferente ai richiami degli organismi internazionali - dicono gli esponenti di Arci -, dall'Onu al Consiglio d'Europa, alle critiche del presidente della Camera, alle proteste del Vaticano e di tante organizzazioni laiche e religiose che denunciano la crudelta' e l'illegalita' dei respingimenti di massa e il carattere discriminatorio del disegno di legge, a cominciare dall'introduzione del reato di immigrazione clandestina, occorre una reazione ampia e in grado di incidere''. |