I problemi irrisolti del progetto Ponte sullo Stretto
Ma il progetto nonostante gli annunci e le forzature è lontano dall'aver risolto due problemi fondamentali: le risorse per realizzarlo e la progettazione definitiva.
Primo problema, le risorse: il progetto costa adesso 6,3 miliardi di euro, di cui il 40% dovrebbe venire dalle casse dello Stato e la restante parte dai privati.
Nel Decreto Anticrisi del luglio 2009 si prenotavano 1,3 miliardi di Euro per il Ponte - ma da assegnare annualmente «compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica» e deliberati dal Cipe. Quelli che il Cipe avrebbe deciso di destinare a Fintecna per ricostituire i 2,5 miliardi di capitale pubblico - di cui pare che nella seduta Cipe del 17 dicembre ne siano stati effettivamente assegnati 330 milioni - mentre la Legge finanziaria 2010 assegna altri 470 milioni ad Anas per sottoscrivere gli aumenti di capitale della società Stretto di Messina.
Da sottolineare che la Regione Calabria, guidata dal centrosinistra di Agazio Loiero, ha deciso di uscire dalla Società Stretto di Messina proprio in dissenso sull'utilità dell'opera, ed ha presentato un ricorso al TAR contro il cantiere di Cannitello, approvato ed affidato ad Impregilo senza il consenso della Regione.
La restante parte di risorse pari a 3,8 miliardi è tutta da reperire sul mercato e l'esperienza di autostrade e alta velocità insegna: è sempre lo Stato a pagare interamente le grandi opere e sarà cosi anche per il Ponte sullo Stretto.
Di sicuro, perché i privati non mettono capitale di rischio ma solo di prestito e solo se hanno autentiche garanzie che poi lo Stato rimborserà ogni euro investito.
Del resto lo stesso Piano Finanziario prevede che, una volta realizzata l'opera, una parte delle risorse siano ripagate dalle Ferrovie dello Stato mediante la prenotazione futura di tutte le tracce ferroviarie (anche quelle non utilizzate pari a circa i 2/3 del totale) per far passare i treni. Un costo stimato da Legambiente in circa 150 milioni/annui: una vera tassa sulle ferrovie per finanziare il Ponte sullo Stretto e mettere a rischio i già precari bilanci dell'Azienda FS!
Altro problema tecnico, il progetto definitivo non c'è. L'opera ha superato il progetto preliminare e la Valutazione di Impatto Ambientale con numerose prescrizioni ambientali, antisismiche e idrogeologiche, che dovranno essere risolte con il progetto definitivo, di cui ancora deve essere avviata la progettazione. Progetto che poi dovrà superare la verifica ambientale "di ottemperanza", i pareri degli Enti locali - per quanto non vincolanti, e tornare al Cipe per l'approvazione definitiva. E solo allora partirà la progettazione esecutiva.
Ambientalisti e Verdi avevano fortemente contestato il via libera per l'impatto ambientale assicurato dalla Commissione VIA nominata dal secondo Governo Berlusconi, perché sono tante e tali le incognite che gravano sul progetto, riprese poi come prescrizioni nel parere VIA e ancora da risolvere nel progetto definitivo.
Si tratta del rischio sismico sulla faglia attiva del lato calabrese, del dissesto idrogeologico, della mancata Valutazione Ambientale Strategica, dei problemi di cantierizzazione, dei complessi problemi progettuali legati all'acciaio dei cavi tiranti ed alla loro pesantezza. Problemi che ancora non sono stati risolti e che andranno verificati sul progetto definitivo.
Anna Donati
Roma 15 gennaio 2010