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COUNTDOWN BIODIVERSITA'

Il 2010 è l'Anno internazionale della biodiversità, ed è la data di scadenza del "Countdown 2010", la campagna indirizzata a sensibilizzare la popolazione dell'Unione europea sull'impegno comunitario di eliminare la perdita di biodiversità sul continente entro tale limite.  Ben oltre l'impegno globale indirizzato "solo" alla riduzione della velocità di perdita, in sé data per inevitabile.

Il solenne proposito era stato stabilito dai capi di governo dell'Unione nel 2001, e quindi con ampio anticipo. Ma nonostante i proclami ben poco è stato fatto oltre a ciò che era già stato deciso in precedenza.
Un rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente dell'inizio del 2009 ha definito in modo draconiano che «l'obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità in Europa entro il 2010 non sarà raggiunto». Il G8 di Siracusa dell'aprile successivo ha approvato una "Carta" di principi, confermando che gli obiettivi non sarebbero stati raggiunti.
A molti sfugge che la crisi in corso sulla biodiversità è almeno altrettanto grave di quella climatica nei tempi e nelle proporzioni. L'estinzione diffusa e sistematica delle specie animali e vegetali può provocare gravissimi danni sui servizi ecosistemici, come la depurazione delle acque o la produzione di ossigeno in atmosfera, oltre a far perdere a molte popolazioni umane risorse fondamentali per la propria sopravvivenza.
Esiste però un rischio ancora più grave, in quanto mentre ipoteticamente può essere possibile invertire le tendenze sul riscaldamento del globo in tempi medio- lunghi, il ripristino della diversità genetica segue i tempi dell'evoluzione biologica, che sono molto più lunghi di quelli di durata della nostra civiltà e forse della nostra stessa specie.
Mentre quindi possiamo pensare di far diminuire la CO2 nei prossimi decenni anche in seguito a un suo ulteriore aumento, per poter ottenere un "ripristino" di specie estinte dovremmo aspettare millenni o milioni di anni. Non è facile convincere l'opinione pubblica, e ancora di più gli operatori della politica, dell'economia e della finanza, dell'importanza di tali questioni, che sembrano al più le preoccupazioni di qualche cacciatore di farfalle o di appassionato dell'osservazione degli uccellini.
Niente di importante, dunque? è per questo che la Commissione Europea, con l'Unep, il Ministero Ambiente Tedesco e la Defra inglese, ha deciso di assegnare a un economista, Pavan Sukhdev, l'incarico di produrre un "Rapporto Stern della Biodiversità", una relazione cioè che dimostri il valore economico diretto e indiretto della diversità genetica, di specie e di ecosistemi della terra e che - si spera - possa avere lo stesso effetto che tale studio voluto da Tony Blair quando era Primo Ministro ha indubbiamente avuto nel rilanciare nell'agone politico globale i temi del cambiamento del clima.
L'analisi in questione si chiama Teeb (The Economics of Ecosystems and Biodiversity), ed è in corso e dovrà produrre una relazione finale prevista per il 2010. A essa sono affidate molte speranze, per poter invertire la tendenza attuale di un sostanziale disinteresse del mainstream globale rispetto a queste questioni.
Per chi pensasse che questi discorsi siano catastrofisti e pessimisti valgano i dati del recente ed innovativo studio della Lipu per conto del Ministero Ambiente su 88 specie di uccelli nidificanti nel nostro paese: il 50% sono risultate in uno stato di conservazione "cattivo", il che fa pensare non a fenomeni passeggeri ma ad una crisi strutturali, con un rischio concreto di estinzione anche di specie che si pensavano essere comuni e di ampia distribuzione. E pensiamo al ruolo internazionale dell'Italia, per esempio in campo energetico con attività industriale e di sfruttamento di aree di foresta tropicale ricchissime di biodiversità, nella più totale disattenzione dell'opinione pubblica.
Insomma, nel 2010 il conto alla rovescia segna "zero", ed è oggi e subito il momento di agire con concrete ed incisive azioni. Ben venga l'idea di una Conferenza sulla Biodiversità, già ipotizzata ma non realizzata dal precedente Governo Prodi ed oggi sembra in corso di valutazione da parte del Ministro Prestigiacomo, purché si passi rapidamente alla stesura di un Piano Nazionale per la Biodiversità adeguatamente finanziato e sostenuto da forti normative e da politiche sostanziali.E i segnali sul fronte dei tagli ai finanziamenti dei Parchi, sulla caccia, sul nucleare, su ipotesi di ulteriori condoni edilizi non sono certo positivi.


Giuliano Tallone (Presidente Lipu) da Terra



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