Il 2010 però è anche l'anno in cui fare un bilancio. È questa infatti la scadenza fissata dalla Convenzione Internazionale sulla Diversità Biologica, sottoscritta nel 1992 da quasi tutti i governi mondiali. Secondo gli impegni presi, nel 2010 dovremmo verificare se i governi sono effettivamente riusciti ad arrestare la perdita di biodiversità. La scomparsa di intere forme di vita, però, resta drammatica in molte aree del pianeta e sono moltissimi i paesi che arrivano impreparati e inadempienti al countdown 2010.
"Fra questi ultimi, purtroppo figura anche l'Italia" ci dice Daniela Talamo, dell'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN). "Il nostro paese, in piena violazione della Convenzione, non ha ancora adottato alcuna strategia nazionale per la conservazione della Biodiversità" prosegue la Talamo "il che è paradossale, perché l'Italia è uno dei paesi con il maggior tasso di biodiversità, con circa 57.000 specie animali e 12.000 specie di flora".
La Lista Rossa , considerata il più autorevole sistema di classificazione delle specie a rischio, è uno strumento compilato e aggiornato proprio dall'IUCN. Gli ultimi dati che emergono dalla Lista sono particolarmente allarmanti: in Italia, ad esempio, il rischio di estinzione riguarda circa il 68% dei vertebrati terrestri.
da ecoradio.it
