La prima questione che si pone un'azienda operante nel libero mercato dell'energia è se una certa scelta industriale è competitiva rispetto alle altre disponibili, verificando se vi sono opportunità più remunerative.
Nell'analisi di Moody's sono state confrontate diverse opzioni di investimento, tra le varie fonti energetiche, fissando un ritorno dall'investimento sul capitale, ROE, pari al 10% per tutte le ipotesi.
Sono stati inseriti tutti i costi, fissi, variabili, gli oneri finanziari, gli ammortamenti differenziati per la diversa durata degli impianti (30 anni per il gas, 50 anni per il nucleare).
Ne risulta un prezzo medio dell'energia (dollari per Megawattora):
• GAS: 120 $
• EOLICO 125 $
• NUCLEARE151 $
Da questo risultato emerge che, a pari redditività, Il prezzo medio dell'energia nucleare risulta più costoso non solo di gas (+26%) ma anche dell'eolico (+21%).
Il vero problema del nucleare rimane l'elevato costo del capitale e dell'indebitamento.
Secondo un rapporto del M.I.T. (Massachusetts Istitute of Technology) del 2009 ‘dal 2003 i costi di costruzione per tutti i tipi di progetti di ingegneria a grande scala sono cresciuti enormemente. I costi stimati per la costruzione di un impianto nucleare sono cresciuti al tasso del 15% all'anno, sino all'attuale crisi economica'.
Questo significa che il costo di un impianto nucleare negli ultimi 5 anni è raddoppiato.
Il M.I.T. ammette che per le altre fonti, come il gas, il trend di crescita è stato inferiore. Infatti, dalla comparazione delle tabelle del MIT si osserva che il costo di costruzione "secco", overnight in inglese (come se si pagasse in un'unica notte), ossia senza considerare i costi di interessi e oneri finanziari, è passato dal 2002 al 2007 per il nucleare da 2000 a 4000 $ al kW (+100%), mentre per il gas è passato da 500 a 850 $ al kW (+70%).
Anche il MIT ha comparato il costo al kWh tra il nucleare e le fonti fossili, giungendo a conclusioni non dissimili da quelle di Moody's: nucleare 8,4 $c/kWh, carbone 6,2 $c/kWh, gas 6,5 $c/kWh - da cui si ricava che il kilowattora nucleare è più caro del 29% rispetto al gas e del 35% rispetto al carbone.
Bisogna evidenziare che tale confronto non tiene conto di eventuali addizionali, come la carbon-tax, che dovrebbero penalizzare le fonti fossili (soprattutto carbone e petrolio, in misura minore il gas) a causa delle emissioni di CO2 che contribuiscono ai cambiamenti climatici.
Dallo studio del MIT risulta che l'eventuale applicazione di un'addizionale pari a 25$ per tonnellata di CO2 emessa porterebbe il costo del carbone pari al nucleare, mentre gas (ed eolico) resterebbero più convenienti.
Moody's ribadisce che il problema del nucleare è l'obsolescenza tecnica e i costi in continua ascesa, mentre le tecnologie rinnovabili, al contrario, procedono velocemente verso tecnologie sempre più efficienti e riduzione dei costi.
Secondo Moody's, la comparazione complessiva penalizza il nucleare
L'energia nucleare non vive nel vuoto. È una delle tante fonti di energia elettrica e compete con quelle a combustibili fossili, come il carbone, o rinnovabili, come il sole e il vento. Scegliendo il nucleare un'azienda fa una scommessa a lungo termine su una tecnologia che è rimasta ferma nel progetto e dove i costi di costruzione stanno rapidamente crescendo (in primis per il costo del lavoro e dei materiali). Come risultato, i rischi di mercato e tecnologici possono condurre alla valutazione che un nuovo impianto nucleare non sia economico nel corso degli anni di costruzione.







Commenti
Gia oggi la produzione mondiale annua di uranio e' molto al disotto del consumo (47000 tonnellate prodotte 65000 consumate) i prezzi dell' uranio sono aumentati di 7 volte dal 2003 (da 9 a 63 dollari/Kg) e stiamo andando avanti bruciando testate nucleari dismesse.
Le bombe da bruciare non sono in numero infinito; lavorare minerare piu povero scavato da miniere situate in aree sempre piu impervie sara' sempre piu costoso
Di contro, la captazione delle energie fluenti ha costi tendenzialmente costanti e prevedibili, senza incertezze.
Non ho trovato una centrale che dura 60anni ... a meno che la si "rigeneri" che dal punto di vista economico è più conveniente che farne una nuova. Attualmente non ci sono dati certi per avvalorare l'ipotesi di portare una centrale a 60 anni. Quei pochi dati che ho visto non so se tengono conto dell'enorme "lavoro" degli impianti alle alte temperature per avere rendimenti oltre il 33% ... e non ho nemmeno visto studi in cui allacciano i rendimenti superiori ad una effettiva economicità del sistema. Il mondo deve andare sulla riduzione dei consumi elettrici e sulla autoproduzione ... il nucleare va nella direzione opposta (come le altre fonti fossili, metano escluso)
Il nucleare è tuttora in competizione con le fonti fossili, gas, olio combustibile e carbone e non con le rinnovabili. Lo stesso Moody's, prevede nel 2020 un prezzo dell'energia USA di 200$/MWh
Come riportete nella conclusione, il nucleare non è economico negli anni di costruzione, ma per i successivi 60 sì
Ora abbiamo tante alternative o più economiche o più pulite e in continua evoluzione.
Solo i vecchi dentro possono guardare con favore ad un ritorno al nucleare
ecodellaterra.blogspot.com
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