euromini
Domenica 18 Aprile 2010 20:53

ANIMALISTI ITALIANI: "NO-CACCIA SELVAGGIA"


AIUTACI A FERMARE LA CACCIA TUTTO L'ANNO:

VIENI LUNEDI' 19 e MARTEDI' 20 APRILE A ROMA

 

Lunedì pomeriggio la Camera dei Deputati inizia la discussione di un articolo della Legge Comunitaria per l'allungamento del periodo di caccia in Italia, legalizzando il bracconaggio e la strage di centinaia di milioni di animali.

Martedì 20 aprile in tarda mattinata inizia la votazione della Legge presso la Camera dei Deputati.

 

ANIMALISTI ITALIANI ONLUS

E TUTTE LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE e AMBIENTALISTE ITALIANE

ORGANIZZANO DUE INIZIATIVE:

 

LUNEDI' 19 APRILE dalle ore 12:00 a Piazza Montecitorio Conferenza Stampa e sit-in delle Associazioni.

 

MARTEDI' 20 APRILE dalle ore 10.00 in poi

a Piazza Montecitorio

GRANDE MANIFESTAZIONE

"NO-CACCIA SELVAGGIA"

 

Gli animali hanno un'ultima possibilità: aiutaci a cercare di salvarli!

PER FAVORE COMUNICACI CON URGENZA LA TUA PRESENZA E PARTECIPAZIONE!

 

IL PARLAMENTO SI APPRESTA A VOTARE UNA LEGGE INDEGNA IMMORALE IGNOBILE!

Dovremmo essere in migliaia a dire NO alla CACCIA SELVAGGIA.....rischiamo di essere pochi MA TI PREGO DI VENIRE: porta amici, parenti, conoscenti, se vuoi anche cartelli, striscioni, fischietti, trombe....COMUNICACI LA TUA PARTECIPAZIONE DOBBIAMO SAPERE IN QUANTI SAREMO!!!!!


ASCOLTA L'APPELLO DEL PRESIDENTE WALTER CAPORALE SU

www.animalisti.it

 

Il Comitato Scientifico EQUIVITA sostiene la campagna "STOP THE CROP!"
promossa dalla "Rete delle Regioni Libere da Ogm".
Vi preghiamo di leggere il testo riportato di seguito, firmare e diffondere
attraverso tutti i vostri contatti.


Torna la campagna
"STOP THE CROP!"
per una moratoria sugli Ogm nell'Unione europea

Il presidente della Commissione europea Manuel Barroso e il nuovo
commissario alla Salute responsabile per le colture geneticamente modificate
John Dalli, hanno aperto il loro mandato con un chiaro segnale. Per la prima
volta dal 1998, hanno autorizzato l¹introduzione nell¹ambiente di un Ogm: la
patata Amflora della BASF.

* Nonostante la Direttiva 2001/8 vieti, a partire dal 2004, gli Ogm
contenenti geni di resistenza agli antibiotici
* nonostante il voto contrario della maggioranza degli Stati membri
* nonostante le gravi riserve degli scienziati
* nonostante sul mercato siano disponibili alternative convenzionali

il commissario Dalli ha autorizzato la coltivazione di un Ogm che può
aggravare il problema della resistenza batterica a farmaci salvavita. La
patata gm non è destinata al consumo umano, né è stata autorizzata per
questo scopo. Tuttavia, poiché la contaminazione della catena alimentare
potrebbe essere inevitabile, la Commissione ne ha autorizzato la "presenza
accidentale" anche negli alimenti destinati all¹uomo entro la soglia dello
0,9%.
Dalli ha annunciato, inoltre, che altre autorizzazioni seguiranno a breve.

Nel 2008 i rappresentanti dei 27 Stati membri hanno unanimemente criticato
l'attuale sistema di autorizzazione degli Ogm e chiesto alla Commissione di
garantire una valutazione più rigorosa e imparziale, e di considerare anche
le implicazioni socio-economiche della coltivazione degli Ogm in Europa.
Nessun Ogm dovrebbe essere autorizzato mentre è in corso un dibattito tanto
importante sulla riforma del sistema delle autorizzazioni.

E' ora compito degli Stati membri richiamare la Commissione UE all¹obbligo
di non introdurre Ogm nell¹ambiente e nella nostra catena alimentare.
Inviate oggi stesso una lettera al vostro Ministro chiedendo una moratoria
su tutte le autorizzazioni di Ogm.

Cliccate qui per firmare la lettera al Ministro:
http://www.gmo-free-regions.org/stop-the-crop-action/it.html

Chi non lo avesse ancora fatto, può sottoscrivere anche la petizione alla
Commissione europea per una moratoria sugli Ogm a questo indirizzo:
https://secure.avaaz.org/it/

Sabato 10 Aprile 2010 01:38

UN'ATOMICA AMICIZIA

sarkoberlu

Accordi Berlusconi vola a Parigi con 7 ministri al seguito. Parte la seconda fase della collaborazione sul nucleare che prevede la costruzione in Italia di 4 centrali a partire dal 2013 da 5 miliardi di euro ciascuna
Giovedì 08 Aprile 2010 20:37

"DELLA LEGGE 40 NON RESTERA' PIU' NULLA"

fecond

Sanità
Dopo la sentenza di Strasburgo contro la legge austriaca che vieta la fecondazione eterologa, si prevedono numerosi ricorsi anche in Italia. L'analisi di Filomena Gallo, vice segretaria dell'associazione Coscioni

L'uomo che ha avuto un tumore, il giovane che ha preso una violenta pallonata ai testicoli, la donna che va in menopausa precoce (può capitare anche prima dei 30 anni di non avere più il ciclo e non produrre più ovociti), le persone che nei primi anni di vita hanno sconfitto il cancro sottoponendosi a chemioterapia. C'è una cospicua fascia di popolazione che nel nostro Paese, essendo sterile, è costretta per legge a rinunciare ad avere un bambino. L'unica possibilità è infatti il ricorso alla fecondazione eterologa, ma la legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita vieta l'uso di gameti prodotti al di fuori della coppia.
Ora la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha bocciato un divieto simile contenuto nella legge austriaca, mette tutto in discussione. E lo fa nel modo più dirompente, perché quel divieto lede i diritti umani. «Le motivazioni dei giudici di Strasburgo sono importanti e possono avere notevoli conseguenze anche in Italia - osserva Filomena Gallo, vice segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica - perché parlano di violazione del principio di uguaglianza e della norma che vieta alle autorità di intromettersi nelle scelte di vita familiare».
Questi due princìpi sono regolati dagli articoli 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. «La sentenza di Strasburgo ha valore solo per l'Austria - prosegue Filomena Gallo - però, in base all'articolo 117 della nostra Costituzione diventa parte del nostro ordinamento, perché l'Italia ha sottoscritto la Convenzione dei diritti dell'uomo cui la sentenza fa riferimento».
I giudici europei hanno fatto questo ragionamento: gli Stati non hanno l'obbligo di regolamentare la materia, però nel momento in cui lo fanno e consentono alle coppie di accedere alla fecondazione assistita non possono regolare situazioni simili in maniera dissimile. Una tesi che scardina la legge 40 poiché questa discrimina le persone sterili (che non possono accedere all'eterologa, unica tecnica per loro possibile) rispetto alle persone infertili che invece hanno la possibilità di usufruire delle tecniche di fecondazione omologa. Una discriminazione che lede anche il principio di uguaglianza contenuto nell'articolo 3 della nostra Costituzione. «I giudici ordinari italiani avranno ora la possibilità di sollevare il vizio di legittimità costituzionale e l'articolo 4 della legge 40 potrà arrivare fino al giudizio dell'Alta Corte. Come è già accaduto in altri casi - sottolinea Filomena Gallo che da avvocato ha difeso i diritti di diverse coppie infertili violati da altri articoli della legge 40 - noi pensiamo che anche questo passaggio della norma sarà dichiarato incostituzionale».
Proprio un anno fa, la Corte costituzionale ha evidenziato come l'obbligo di impianto contemporaneo di tre embrioni violasse il diritto alla salute della donna. Stessa sorte per il divieto di crioconservazione degli embrioni. Successivamente il tribunale di Salerno ha ammesso anche la diagnosi preimpianto (e quindi il trasferimento in utero di soli embrioni sani).
Oramai dell'impianto originario di questa "legge vergogna" rischia di rimanere in piedi solo il divieto di utilizzo degli embrioni per l'attività scientifica. Diamo tempo al tempo.

Federico Tulli da Terra

COMUNICATO STAMPA

REFERENDUM: BONELLI (VERDI), DI PIETRO PRESENTA UNILATERALMENTE QUESITI SU
ACQUA E NUCLEARE
SCELTA IRRESPONSABILE; IDV VUOLE CANNIBALIZZARE MOVIMENTI E AMBIENTALISTI
PER VISIBILITA'
COSI' DI PIETRO FA' PERDERE BATTAGLIE FONDAMENTALI E FA' VINCERE SCELTE
BERLUSCONI

"Stamane con una scelta unilaterale l'Italia dei Valori ha presentato in
Cassazione i quesiti referendari su acqua e nucleare, non ascoltando le
richieste provenienti non solo dai Verdi ma da una pluralità di forze
politiche, dalle associazioni e dai movimenti come quello dell'acqua di
costruire insieme un ampio fronte sociale politico e associativo che potesse
consentire di rendere possibile superare il quorum". Lo dichiara il
Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: "Quella di Di
Pietro, che durante il governo Prodi ha votato per la privatizzazione
dell'acqua, è una forma di cannibalismo dell'ambientalismo e dei movimenti
che si stanno battendo per l'acqua pubblica. E' ormai chiaro che la
decisione dell'IDV di presentare da sola i referendum ha solo un carattere
di mera e semplice strumentalità politica per crearsi solo un consenso
nell'immediato senza preoccuparsi minimamente di vincere la battaglia
referendaria".

"Grazie a questa scelta irresponsabile coloro che hanno voluto la
privatizzazione dell'acqua e che vogliono le centrali nucleari potranno
brindare alla scelta assunta da Di Pietro perchè il raggiungimento del
quorum diventa molto lontano - spiega Bonelli -. Va ricordato all'onorevole
Di Pietro che il movimento per l'Acqua ha già presentato i quesiti
referendari e che la raccolta delle firme partirà già nei prossimi giorni:
ci troviamo quindi di fronte ad una situazione surreale e paradossale con
due campagne di firme parallele sullo stesso tema".

"Per quanto riguarda il nucleare vale lo stesso ragionamento - conclude
Bonelli -. Abbiamo scritto insieme ad altre forze politiche, associative e
sociali all'on. Di Pietro di creare un ampio fronte per condividere la
battaglia il referendum sul nucleare fu vinto nel 1987 grazie ad un ampio
fronte che andava dal Pci ai Verdi, ai Radicali al sindacato e a tante
realtà associative. Non superare il quorum oggi significherebbe spianare la
strada definitivamente al nucleare: così facendo l'onorevole Di Pietro si
assumerà per intero la responsabilità politica di questo disastro per il
Paese. Mi sento di rivolgere un ultimo invito che è quello dell'unità perchè
i referendum si vincono solo con una grande alleanza sociale politica e
culturale nel paese e non con i personalismi".

l'Associazione "Animalisti Italiani Onlus" ha aderito alla

MANIFESTAZIONE REGIONALE CONTRO LA PETROLIZZAZIONE DELL'ABRUZZO

dal titolo

"SI ALL'ABRUZZO DELLE ENERGIE ALTERNATIVE - NO PETROLIO"

in programma

DOMENICA 18 APRILE 2010 A SAN VITO MARINA (Ch):

 

Programma:

Inizio della manifestazione ore 15.oo

· SAN VITO MARINA, ritrovo presso il piazzale dell'ex stazione ferroviaria San Vito Marina

· PASSEGGIATA lungo il tratto che va dall'imbocco sud della galleria "Moro" all'imbocco nord della galleria denominata "Trabocco I" (circa 4 km di lunghezza, da coprire in base alle presenze); contemporaneamente Centri Diving terranno prove di immersione in mare.

· Ore 17.oo ritrovo dei partecipanti e dei rappresentanti delle Istituzioni regionali, provinciali e comunali nel piazzale.

· Ore 17.oo Interventi: Dott.ssa Maria Rita D'Orsogna, docente e ricercatrice presso la California State University at Northridge. Prof. Massimo Scalia, docente presso l'Università La Sapienza di Roma. Prof. Andrea Ledda andrologo responsabile del centro di ricerche in andrologia BIOS di Roma.

 

· Ore 18,30: dopo gli interventi esibizione di gruppi musicali locali.

· La manifestazione termina alle ore 22.oo

Durante la manifestazione saranno presenti stand espositivi sulle energie rinnovabili, stand informativi delle associazioni ambientaliste sull'efficienza e il risparmio energetico, stand di prodotti ecologici e equosolidali. Inoltre, si organizzeranno attività di educazione ambientale per bimbi e ragazzi. L'associazione "Animalisti Italiani Onlus" sarà presente con un proprio gazebo informativo.

INOLTRE:

Dal 14 al 18 aprile presso la sala polivalente del Comune di San Vito in località Marina sarà allestita una mostra di arte postale dedicata interamente al tema della petrolizzazione.

Per l'occasione verranno organizzati treni speciali della Sangritana con partenza da Vasto e Pescara.

Associazione "Animalisti Italiani Onlus"
Sede Amm.va, Via Don Minzoni 28 - 66034 LANCIANO
Telef. 0872.71.54.04 (al pubblico dal Lunedi al Venerdi ore 11/13 - 15/17)

 

(9Colonne) Roma, 16 mar - "Ho auspicato fin dall'inizio che il vertice di Copenhagen fallisse perché il sistema di cap and trade che sta alla base di Kyoto e delle trattative climatiche in corso, è sbagliato e inutile. E' una specie di mercato delle indulgenze, dove alla fine le compagnie petrolifere e le utilities che emettono anidride carbonica ci guadagnano. E le emissioni complessive non scendono". Lo afferma James Hansen, il climatologo più famoso al mondo, del quale si ricorda l'allarme climatico lanciato nel 1988, durante un'audizione al Senato americano, in una intervista al Sole 24 Ore. Il direttore del Goddard Institute for Space Studies della Nasa, al posto del cap and trade, propone un meccanismo che lui chiama "fee and dividend": "In poche parole si tratta di applicare una tassa sui consumi di combustibili fossili e poi di ridistribuire i proventi alle famiglie". In questo modo, sostiene, i costi dell'energia crescerebbero, scoraggiando l'uso delle risorse fossili e promuovendo l'adozione di tecnologie pulite, senza però intaccare il portafoglio dei consumatori. "Il problema centrale - dice lo scienziato - è che petrolio e carbone sono i combustibili più convenienti, un po` perché ricevono sussidi governativi, un po' perché nessuno ci carica sopra i costi dei loro effetti climatici, lasciando che gravino sulle spalle della società umana". Ricorda quindi che nel 2008 lo stato della British Columbia, in Canada, ha adottato una legge basata su questo principio e che "quattro mesi dopo l'approvazione, il meccanismo funzionava già". Ma non nasconde il suo scetticismo: "L'attuale amministrazione è tutta concentrata sulla legge climatica, basata sul cap and trade, che spera ancora di far passare in Senato. Ne ho parlato con Al Gore e John Kerry, che non sembrano favorevoli a cambiare". (grm)

161745 MAR 10

Roma, 16 MAR (Velino) - Creare energia elettrica attraverso il movimento delle maree e delle onde dell'oceano.
E' il primo esperimento di questo genere del mondo e verra' realizzato nella costa nord della Scozia nel Pentland Firthvicino alle isole Orcadi. L'obiettivo e' quello di generare tanta elettricita' da fornire 750 mila case entro il 2020. Entusiasta il primo ministro scozzese Alex Salmond, che secondo quanto riporta la Bbc, ha sottolineato come il progetto "sara' una pietra miliare" nel settore delle rinnovabili. A sbloccare il mega-progetto la Crown Estate la societa' che possiede i fondali marini di tutto il Regno Unito e che ha assegnato sei siti agli operatori interessati e cioe' Sse, Scottish Power, E.ON Wave Power e OpenHydro.
L'obiettivo e' quello di generare 1,2 GW di elettricita' totali, 600 MW dalle onde marine e gli altri 600 dalle maree.
(asp) 161804 MAR 10
Roma, 16 MAR (Velino) - Nel comune di Roma sono ben 552,66 gli ettari classificati come a "rischio idrogeologico molto elevato" r4 ricadenti nel bacino del tevere, un territorio fragile tra ponte milvio, le aree dell'aniene e la foce del fiume del quale tornare ad occuparsi nei momenti lontani dalle drammatiche emergenze per alluvioni e frane. E' questo uno dei temi centrali messi a fuoco nell'ambito del convegno "un patto per il tevere. proposte e azioni per la riduzione del rischio idrogeologico" organizzato oggi nella Sala della Mercede della Camera dei deputati, dove Legambiente e Anci hanno sottoscritto il Patto per il territorio, con dieci impegni per la concreta azione di mitigazione del rischio. "Se il territorio e' la piu' importante infrastruttura del Paese, la sua gestione, volta alla mitigazione del rischio idrogeologico, e' tra le piu' importanti opere pubbliche -ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente -.
Basta gridare all'emergenza dopo i disastri, puntiamo piuttosto a proposte per una concreta azione di messa in sicurezza, secondo le parole d'ordine riqualificazione del territorio, diminuzione del consumo di suolo, delocalizzazione dei beni esposti. Per questo, proponiamo sin dagli anni '90 la creazione del parco inter-regionale del Tevere, uno strumento di tutela e valorizzazione degli ambiti fluviali ed un'occasione di sviluppo e pianificazione sostenibile del territorio intorno al fiume. E ribadiamo invece il nostro fermo no al nuovo porto di Fiumicino, un gigante di cemento nel pieno della foce del Tevere, uno di quei progetti assurdi e sbagliati che continuano ad essere approvati, anche purtroppo con il benestare dall'Autorita' di Bacino". Proprio per battere il rischio idrogeologico e valorizzare il bacino, Legambiente ha riproposto l'istituzione del Parco fluviale interregionale del Tevere, un'idea strategica che fu inserita proprio su proposta di Legambiente tra le priorita' della Legge Regionale sui parchi vigente nel Lazio. Ma allo stesso tempo non si puo' continuare ad approvare progetti devastanti come quello del nuovo Porto di Fiumicino, il piu' grande porto del Lazio e d'Europa, in una splendida area classificata a "rischio idrogeologico molto elevato (R4)", per un totale di circa 129mila metri cubi di cemento, 105 ettari di demanio consumati e 1.445 posti barca. Il bacino del Tevere, di 17.375 kmq di estensione, racchiude luoghi importanti e meravigliosi: i 7.194 kmq che ricadono nel Lazio, coinvolgono 201 Comuni (il 53,3 per cento su 377 complessivi), per un totale di 1.076 frazioni o centri abitati, che ospitano oltre 3 milioni di abitanti. Un territorio ricco della storia, della natura e della cultura che in migliaia di anni si sono stratificate in un modo irripetibile: oltre 200 luoghi di interesse storico e naturalistico, con almeno 60 diversi prodotti tipici e quasi 80 sagre e mercatini di artigianato, secondo uno studio di Legambiente. "Basta compromessi sulla pelle del Tevere e dei suoi abitanti. Il clima cambiato sta portando ad eventi estremi sempre piu' frequenti e pericolosi, bisogna allora cambiare passo per rispondere a questa nuova situazione - ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. La pianificazione di bacino coglie molto bene tutti questi aspetti, va resa operativa stoppando progetti scellerati e rispettando i vincoli, con precise misure di salvaguardia, cogliendo la fragilita' di questi territori come una grande opportunita' per il futuro del Lazio. Servono scelte politiche chiare e vanno investiti i fondi per raggiungere il risultato, visto che ad oggi sono stati stanziati solo 60 milioni di 1,7 miliardi di euro stimati dall'Autorita' di bacino del Tevere nel Piano di assetto idrogeologico". Solo il 4 per cento del totale degli investimenti per il Pai e' stato reperito, per gli interventi da attuare per le aree a rischio frana, a rischio idraulico, per la manutenzione ordinaria e contro i dissesti di basso rischio per il reticolo minore. A dimostrazione di come le risorse in questo settore sono sempre piu' difficilmente reperibili e come sinora, invece, all'aumentare delle spese per una presunta messa in sicurezza, e' corrisposta una contemporanea crescita delle spese in interventi straordinari per alluvioni, con una dissipazione di risorse economiche. Complessivamente nel Comune di Roma sono a rischio oltre 1.800 ettari, ricadenti nel bacino del Tevere: ai 552,66 ettari classificati a "rischio idrogeologico molto elevato" R4, se ne aggiungono 319,48 a "rischio elevato" (R3, 0,27 per cento) e 935,10 a "rischio medio" (R2, 0,79 per cento).
161550 MAR 10
(AGI) - Roma, 16 mar. - Il 19, 20, 21 marzo 2010 ritorna l'appuntamento di solidarieta' per rendere le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma sempre piu' guaribili. Il prossimo week end e' in programma la tradizionale iniziativa dell'AIL giunta alla sua XVII Edizione. Anche quest'anno vi saranno impegnati migliaia di volontari che offriranno, in oltre 3800 piazze italiane, un 'Uovo di Cioccolato AIL' a chi versera' un contributo minimo associativo di 12 euro diventando cosi' Sostenitore dell'Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma. La manifestazione, sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, ha permesso in questi anni, di raccogliere importanti fondi destinati al finanziamento di progetti di Ricerca e di Assistenza. L'iniziativa e' dedicata al sostegno del GRUPPO GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell'Adulto): l'obiettivo di quest'anno e' raccogliere le risorse necessarie al fine di garantire ai malati, in cura nei Centri Ematologici italiani, una diagnosi precoce e sicura per dare a tutti la terapia migliore. L'AIL realizzera' il Progetto con il GIMEMA, che ha organizzato una Rete Diagnostica molto sofisticata. Cio' permette a tutti i Centri di inviare campioni di sangue ai laboratori centrali di riferimento cosi' da tipizzare rapidamente le cellule tumorali dei pazienti. Il GRUPPO GIMEMA, a cui fanno capo 140 Centri di Ematologia presenti su tutto il territorio nazionale, lavora con l'obiettivo di identificare e diffondere i migliori standard diagnostici e terapeutici, per le malattie ematologiche, allo scopo di assicurare al paziente le stesse possibilita' di diagnosi e terapia nel nostro Paese. I fondi verranno anche impiegati per collaborare al servizio di Assistenza Domiciliare ai pazienti di tutte le eta' per garantire le cure necessarie nel proprio ambiente familiare, offrendo una migliore Qualita' di Vita (l'AIL finanzia attualmente 38 servizi) e continuare nella realizzazione delle "Case AIL": strutture nei pressi dei maggiori Centri di Terapia per permettere, ai pazienti non residenti, di affrontare i lunghi periodi di cura assistiti dai familiari (attualmente grazie all'impegno dell'AIL sono 32 le citta' italiane che ospitano Case Alloggio). La XVII edizione delle "Uova di Pasqua" si realizzera' grazie alla collaborazione di oltre 17.000 volontari, patrimonio imprescindibile dell'AIL, all'opera delle 80 Sezioni provinciali e grazie alla collaborazione di tutti gli organi di informazione che danno voce alla manifestazione. (AGI) Pgi 161711 MAR 10
Pagina 1 di 368
referendum 2011 europeangreen europeecologie