euromini
Martedì 21 Giugno 2011 03:47

Manifesto per i beni comuni europei

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PER I BENI COMUNI EUROPEI La crisi che colpisce l'economia mondiale e di conseguenza l'euro in questi mesi richiede una risposta radicalmente diversa da quelle attualmente programmate e realizzate. Il modo in cui l'Europa, i suoi governi e gli elettori si occuperanno della crisi greca creerà un precedente importante per la prossima crisi ed i connessi rischi di default nazionali.Le decisioni probabili del governo greco, praticamente lasciato solo, come altri governi in simili crisi di debito, si basano sulla massiccia vendita di beni pubblici a compratori non meglio identificati in modo da raccogliere il denaro necessario per garantire prestiti ulteriori.Questa decisione è sbagliata non solo sul piano politico, ma anche in termini pratici.

Politicamente abbiamo avuto ampie dimostrazioni nel quarto di secolo passato che la deregulation e le privatizzazioni non sono sinonimo di efficienza, investimenti, modernizzazione e competitività.Al contrario, c'è un lungo elenco in Europa e nel mondo, di clamorosi fallimenti e di distruzione di valore da parte di quelle stesse forze di mercato che erano invece state celebrate come portatrici di soluzioni durature a tutti i problemi dell'economia nazionale e internazionale.

L'ultima crisi economica e finanziaria del mercato globale ha dimostrato oltre ogni dubbio che i mercati da soli non sono in grado di governarsi, che non esiste la mano invisibile che bilancia i diversi interessi e che il denaro pubblico ha salvato gli stessi oligopoli che in teoria non avrebbero dovuto esistere in un ambiente competitivo sano, favorito da un mercato liberalizzato. Ma come non ci sono pranzi gratis, così non esiste un mercato deregolato che pensi al bene comune.Noi crediamo fortemente, ispirati da una visione politica ed etica nonché dall’esperienza pratica, che le politiche pubbliche non possono solo limitarsi a regolamentare il neolaissez-faire, a sostenere interessi privati in nome di una presunta competitività nazionale o limitarsi a ridistribuire un reddito in diminuzione.Le politiche pubbliche devono tutelare gli interessi pubblici , sotto controllo democratico, il che significa che hanno il compito di promuovere beni pubblici e investimenti a lungo termine, sostenuti da una gestione efficiente e da una tassazione sensata che tenda al bene della società.Invece di lasciare che le proprietà pubbliche della Grecia siano svendute a prezzi ridicoli a grandi potenze, che hanno un forte interesse a controllare i mercati per rinforzare la loro competitività (fatalmente a discapito dei nostri interessi), o ad investitori privati che sono totalmente irresponsabili verso la società, gli elettori e gl’interessi nazionali, proponiamo di utilizzare in modo più efficace il denaro pubblico che abbiamo già impegnato nei prestiti della UE e del Fondo Monetario Internazionale, oltre che nelle misure di sostegno della BCE.

Martedì 19 Aprile 2011 04:05

Affossare le rinnovabili

angelo_bonelliMentre il ministro Tremonti afferma che sono necessarie azioni per sviluppare le rinnovabili il Governo a cui appartiene fa esattamente l’opposto. Il decreto sul quarto conto energia la cui bozza circola da oggi è inaccettabile. Si fissa un limite alla potenza installata incentivata a 23 GW, meno della metà di quello tedesco, nel 2016, quindi a meno di 5 GW annui. In pratica il Governo in questa maniera compie una delle sue solite operazioni d’immagine. Da un lato sembra che incentivi le rinnovabili, mentre dall’altro tira il freno a mano all'unico settore che non aveva subito la crisi.Il decreto non salva gli investimenti fatti in quanto è impossibile prevedere, in base allo schema, a che tariffa saranno allacciati gli impianti nel secondo semestre 2011, realizzando in questa maniera un vero e proprio stop al fotovoltaico, che è poi il risultato che si vuole ottenere. Il decremento degli incentivi durante quest’anno, inoltre, è troppo rapido e penalizza specialmente i piccoli impianti domestici delle famiglie che rappresentano il vero valore aggiunto del Conto energia visto che su 160mila impianti attivi in Italia, 120mila appartengono a famiglie. Incredibile, inoltre, che siano stati diminuiti anche gli incentivi relativi agli impianti installati su tetti bonificati dall’amianto che in questa maniera perdono di convenienza, visto l’alto costo della rimozione e dello smaltimento dell’amianto. Infine nulla si dice sull’incentivazione delle serre fotovoltaiche un settore innovativo e promettente. Con questo decreto il governo ha deciso di affossare un settore che nello scorso anno ha creato occupazione quanto quattro stabilimenti di Mirafiori. Per questo motivo noi Verdi domani saremo in piazza Montecitorio con gli operatori delle rinnovabili per ribadire il nostro sostegno agli occupati e agli imprenditori di un settore fondamentale per il futuro dell'Italia.

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Una notevole quantitá d'acqua, per un'altezza stimata di circa cinque metri, è stata trovata accumulata nei sotterranei dell'edificio che ospita il reattore n.4 nella centrale nucleare di Fukushima n.1. Lo riferisce l'Agenzia nipponica per la sicurezza atomica, secondo cui non è ancora ben definito chiaro il livello di contaminazione. Nella vasca delle barre di carburante spento, ha spiegato in conferenza stampa il portavoce dell'Agenzia, Hidehiko Nishiyama, "sono state versate oltre 100 tonnellate di acqua dolce per tenere giú la temperatura".

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Il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all'Energia Stefano Saglia "smentisce il ministro dell'economia Tremonti. Il governo non ha abbandonato il programma nucleare: sta solo usando la moratoria solo per boicottare e affossare i referendum di giugno per poi continuare con le procedure per costruire le centrali".Lo dichiara il presidente dei Verdi Angelo Bonelli per il quale "le parole di oggi di Saglia svelano definitivamente l'inganno del centrodestra sul nucleare".

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All'indomani della decisione di rialzare il grado della gravitá della crisi nucleare, da 5 a 7, il massimo livello che è lo stesso di Cernobyl, il Giappone potrebbe 'salvare' la parte ancora utilizzabile della centrale, malgrado il premier Naoto Kan abbia detto nelle scorse settimane che il "decomissionamento" era nel futuro dell'impianto.

I VERDI LAZIO PARTECIPANO ALLA MANIFESTAZIONE REGIONALE DI DOMENICA 17 APRILE 2011, ORGANIZZATA DAL "COMITATO PONTINO PER I SI", c/o LA EX CENTRALE NUCLEARE DI BORGO SABOTINO (Latina).

 

PER TUTTI I ROMANI interessati, VORREMMO ORGANIZZARE UN PULMAN CON PARTENZA ALLE ORE 8 DAL PIAZZALE ANTISTANTE LA FERMATA METRO DELLA MAGLIANA E RIENTRO NEL POMERIGGIO (pranzo al sacco).

 

PER ADESIONI DI ISCRITTI E AMICI, ENTRO VENERDI' ORE 10, TELEFONARE AD ANNA CATALANI 3206294865


PER TUTTI GLI AMICI DELLE PROVINCE L'APPUNTAMENTO E' DIRETTAMENTE A BORGO SABOTINO.

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Nel mondo sono 920 i siti nucleari che possono diventare obiettivi di un attentato terroristico o di sabotaggio. Il dato dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) e' emerso a Trieste nel corso della prima Scuola internazionale sulla Sicurezza Nucleare.

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Un guasto a quanto si apprende senza alcuna conseguenza per la sicurezza si è verificato tra domenica e lunedì scorsi alla centrale nucleare di Fessenheim, nel nord-est della Francia, la piú vecchia del Paese, sotto gli occhi degli ecologisti da tempo, e ancor di più dopo le esplosioni alla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone. L'incidente, dovuto ad una "manovra inappropriata", hanno riferito da Strasburgo, è stato classificato di livello 1, sulla scala INES che va da 1 a 7.

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A 25 anni di distanza dal disastro di Cernobyl, in Ucraina si registrano ancora alti livelli di contaminazione radioattiva in molti alimenti di base, come latte e funghi. E' il risultato di uno studio di Greenpeace. A marzo 2011, infatti, gli esperti di radiazioni dell'associazione hanno raccolto e analizzato 114 campioni di prodotti alimentari nelle aree di Rivnenska Oblast e Zhytomyrska Oblast e, per confronto, in varie localita' nell'area di Kiev.

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I tecnici della Tepco, il gestore dell'impianto nucleare giapponese di Fukushima, stanno iniettando azoto nella gabbia di contenimento del reattore 1 per prevenire possibili esplosioni di idrogeno. L'operazione potrebbe estendersi per sei giorni, e' stato reso noto oggi. Si tratta, e' stato sottolineato dal portavoce dell'Agenzia per la sicurezza nucleare ed Industriale, Hidehiko Nishiyama, che ha smentito che vi siano "pericoli immediati", di una misura preventiva. Lo stesso portavoce ha anche reso noto che operazioni analoghe verranno effettuate nei reattori 2 e 3.

 

Possibile nuova perdita al pozzo del reattore 2
Dal pozzo di sfogo del reattore n.2, la cui falla e' stata appena tappata grazie alle iniezioni di 'vetro solubile' (silicato di sodio), potrebbe essersi riversata un'altra quantita' di acqua fortemente radioattiva nell'oceano. Hidehiko Nishiyama, portavoce dell'Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare, ha spiegato che il livello dell'acqua nel pozzo e' salito di 4 cm, prima di tornare al livello precedente. ''Questo suggerisce che liquidi radioattivi potrebbero aver iniziato a fuoriuscire da un'altra parte'', ha detto Nishiyama, anticipando che la Tepco, gestore della centrale di Fukushima, avrebbe rafforzato le analisi sulle radiazioni in mare. Per evitare l'ulteriore contaminazione, saranno usati pannelli di ferro come contenimento intorno agli sfoghi del reattore n.2, oltre a una diga da 100 tonnellate di sacchetti di sabbia.

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