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Martedì 20 Dicembre 2011 05:21

TAV E PONTE STRETTO, BASTA BUTTARE SOLDI

 

Cosa aspetta il governo Monti a passare alle vere priorità?

E’ tempo di sacrifici, è il ritornello più abusato di questi giorni. Ne sono ben consapevoli gli italiani ai quali l’attuale manovra fa i conti in tasca, togliendo due volte: più tasse e meno servizi, innalzati all’altare del debito pubblico. E’ lecito, tuttavia, fare a nostra volta qualche conto in tasca al governo Monti, che nel richiedere sacrifici e tagliare capitoli di spesa sembra essersi dimenticato di importanti voci come – lo ripetiamo da mesi – la spesa per gli armamenti o ad esempio la madre di tutte le opere inutili e dannose per l’ambiente, il Ponte sullo Stretto di Messina. Con gli 8,5 miliardi di euro del Ponte, infatti, si potrebbero realizzare 90 km di metropolitana o 621 Km di rete tranviaria o acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus ecologici rivoluzionando per sempre il trasporto pubblico nelle nostre città sempre più soffocate dal traffico, dalla mancanza o dal sovraffollamento dei mezzi pubblici, dal dramma che vivono ogni giorno i pendolari, soprattutto quelli che per lavorare attraversano ogni giorno i confini delle grandi metropoli.
Categoria: Notizie

Il Wwf fa i conti sulla madre di tutte le opere inutili.

L'8 settembre 2011 si sono tenuti gli incontri per l'accordo di programma tra Governo ed Enti locali sulle cosiddette opere collaterali e compensative fra cui il famigerato Ponte sullo Stretto di Messina. Chi da anni si batte contro il progetto, come i Verdi e le associazioni ambientaliste, non è sorpreso nel constatare che la 'fiera degli inganni' sull'argomento si è allungata ancora di più. Gli ultimi aggiornamenti parlano infatti di un aumento dei costi di realizzazione di ben il 34%: si passa dai 6,3 miliardi di euro del luglio 2010 agli 8,5 del luglio 2011 chiesti dalla concessionaria pubblica 'Stretto di Messina S.p.A.' al momento dell'approvazione del nuovo Piano economico-finanziario. Un aumento, secondo il WWF Italia, «del tutto ingiustificato».

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