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Il biofuel ci aiuta

L'unione dei produttori nega l'allarme: "Solo l'1% le coltivazione cerealicole destinate alla produzione di biocarburanti"

L'Unione Produttori Biodiesel (Upb), aderente a Confindustria, risponde all'allarme lanciato dal consigliere delle Nazioni Unite Jeffrey Sachs sui biocombustibili, spiegando che il loro impatto e' poco influente sull'attuale ''situazione di scarsita' alimentare''.

L' Unione afferma in una nota che ''la superficie coltivabile a livello mondiale destinata a biodiesel e' inferiore all'1% delle coltivazioni'' secondo quanto risulta dai dati pubblicati da Toepfer International, societa' per il commercio agricolo internazionale. Nel 2007 - spiega il documento - la produzione mondiale di cereali e' stata di 2,423 miliardi di tonnellate, di cui 406 milioni di semi oleosi, con una superficie complessivamente impegnata di 762 milioni di ettari, di cui solo 6 milioni destinati a colture per biodiesel.

''Questi numeri parlano da soli - afferma Maria Rosaria Di Somma, direttore generale di Upb - e bisogna sfatare il mito che il biodiesel sia in alcun modo responsabile della crisi alimentare, provocata invece da altri fattori quali l'andamento climatico sfavorevole, la riduzione degli stock cerealicoli e i mutamenti nelle abitudini alimentari in Cina e India''.

Quanto ai giganti asiatici, secondo Di Somma, che cita l'Agenzia Internazionale dell' Energia, ''insieme ai paesi del Medio Oriente incidono per l'80% nella crescita dei consumi di combustibili fossili, facendo aumentare il costo del petrolio e mettendo in difficolta' le riserve dei paesi produttori''.

Dunque ''i biocarburanti rappresentano l'unica vera alternativa, sia in termini di riduzione della dipendenza dal petrolio sia in termini di benefici ambientali'', dato che il biodiesel e' ''un prodotto di origine vegetale, quindi totalmente biodegradabile, e in caso di dispersione accidentale non inquina ne' suoli ne' acque ed e' l'unico carburante che non contribuisce all'aumento di anidride carbonica nell'atmosfera, perche' la sua combustione produce un'emissione di Co2 in quantita' uguale a quella che assorbono le piante impiegate per la sua produzione''.

 

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