La produzione dei biocarburanti deve essere "sostenibile". Dopo l'allarme dell'Onu interviene Pecoraro. In Africa impennata dei prezzi dei cereali. Ziegler: "Serve una moratoria"
"E' fondamentale una certificazione etica per i biocarburanti e le biomasse a livello globale affinche' non siano prodotti a danno del fabbisogno alimentare, a scapito della biodiversità o distruggendo le foreste mondiali".
Il ministro dell'ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio è preoccupato dal forte allarme lanciato dall’Unep, l’organizzazione ambientale dell'Onu, sulla riduzione dei terreni arabili e sul rischio di “affamare” i paesi più poveri. Secondo l’istituzione delle Nazioni Unite, la produzione di bioetanolo è oggi "un crimine contro l'umanità".
L’Onu ha quindi condannato severamente l'uso dei raccolti di cereali per produrre carburante alternativo alla benzina. A chiedere una moratoria di cinque anni è stato Jean Ziegler, che per il Palazzo di Vetro cura il dossier sul diritto al cibo. Ziegler se l'è presa con "la trasformazione del terreno agricolo in terreno utilizzabile per produrre cibo destinato a essere bruciato", in un mondo in cui 854 milioni di persone soffrono la fame e un bambino su dieci muore per malnutrizione.
Inoltre, il prezzo dei cereali è cresciuto in maniera rilevante e messo sotto pressione i Paesi africani, costretti a importare alimenti. Durante i cinque anni di moratoria, ha assicurato il delegato dell'ONU, diventerà "possibile" produrre il bioetanolo da "residui agricoli”, cosa che tranquillizza in parte i coltivatori che puntano molto a tale opportunità per diversificare la propria attività per competere meglio sui mercati nazionali e internazionali.
A prendere molto sul serio l’allarme, il ministro Pecoraro. In precedenza c’era stato il recente allarme della Fao e lo studio di Fidel Castro, molto ben documentato. I dati del Fondo monetario internazionale confermano i rischi, riporta il quotidiano La Repubblica: in media, nel mondo, i prezzi del cibo hanno subito infatti una brusca accelerazione: rispetto all’anno precedente, nei primi quattro mesi del 2006 l’aumento risultava del 3%. Nei primi quattro mesi del 2007 è stato del 4,5%. Ma questa è una media mondiale. Nei paesi emergenti, la cosiddetta inflazione alimentare è stata del 9%.
“Bisogna ascoltare con attenzione l'allarme lanciato dalle Nazioni Unite – dice ancora il leader dei Verdi -. Non a caso nelle dichiarazioni del Consiglio ambiente dell’Unione europea si parla solo di biocarburanti e biomasse sostenibili. E' questo il percorso da seguire affinché la loro produzione non incida sull'alimentazione dei paesi più poveri e sui prezzi delle produzioni agricole".
"Serve quindi una forte azione che razionalizzi le produzioni e che non incida sulle produzioni destinate al mercato alimentare - conclude pecoraro -. Anche per l'Italia è necessario puntare sui distretti agricoli, fare in modo che le produzioni di biomasse siano vicine ai luoghi di utilizzazione e non determino danni agli habitat, all'ambiente e all'agricoltura di qualità".






