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LO SMOG SI PUO' BATTERE

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Polemiche La misure contro l'inquinamento previste per domenica prossima rischiano di diventare un caso politico. Se per la destra è «un complotto contro Berlusconi», a sinistra si chiedono «programmi e non decisioni d'emergenza»

Sembra quasi una condanna. Ogni volta che si affrontano tematiche ambientali si sente impellente la necessità di creare due schieramenti. Fieramente contrapposti.
Così, visto che è passato il concetto che l'ambiente è un tema del centrosinistra, lo schieramento opposto deve attaccare sul tema. A prescindere.
Così, ieri, abbiamo scoperto di essere ecocretini. Solo perchè l'idea che per un giorno il traffico si fermi in ottanta comuni italiani ci piaceva.
Lo sanno tutti, persino a destra, che fermare il trasporto viario privato solo per un giorno fa ben poco rispetto alla gran mole di lavoro necessario per allineare le nostre città a livelli di vivibilità accettabili.
Presi dalla sindrome dell'accerchiamento, invece, a destra si preferisce gridare al complotto contro Berlusconi anziché considerare la questione per quello che realmente è: un'emergenza sanitaria. Ogni giorno in Italia muoiono 20 persone per cause strettamente riconducibili allo smog. Cifre ricordate da Angelo Bonelli che, a proposito di numeri, è arrivato al 24esimo giorno di sciopero della fame per protestare «contro la censura delle tematiche ambientali in tv».
Per il Presidente nazionale dei verdi «il blocco del traffico non deve diventare un alibi per il governo a non far nulla per affrontare il problema dell'inquinamento nelle nostre città». Gli ambientalisti chiedono all'esecutivo di varare «una manovra finanziaria straordinaria da almeno 8 miliardi di euro per finanziare il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile nelle città italiane. Le risorse ci sono già: basterebbe usare quelle destinate al Ponte sullo Stretto di Messina, che avrà un costo finale di circa 8 miliardi di euro. Con questo finanziamentosi potrebbero realizzare 90 km di metropolitana, o 621 Km di rete tranviaria, acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus ecologici».
Dello stesso parere è Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente e candidato alle prossime elezioni regionali del Lazio nella lista Verdi per la Bonino, secondo il quale «il valore del blocco del traffico di domenica prossima è essenzialmente culturale ed è una misura concreta per dimostrare che senza auto si può stare».
Nel caso delle città del Nord, secondo l'esponente ambientalista, «siamo di fronte a un messaggio sbagliato, legato ad un'emergenza dell'ultimo minuto alla quale si risponde con la più facile delle decisioni. Va poi detto che sono sempre favorevole a ogni intervento di carattere ambientale, anche se parziale. È chiaro che sarebbe importante la continuità degli interventi».
Potenziamento del traffico pubblico, riduzione di quello veicolare privato, allargamento delle zone a traffico limitato sono le proposte che da anni gli ambientalisti presentano: «Si tratta di costruire un progetto serio, con un obiettivo ben chiaro che tutta la città assieme può raggiungere. Basterebbe anche solo separare le strade usate dai mezzi pubblici da quelle delle auto private». Un traguardo che sembrava vicino fino a pochi anni fa con la stagione del protagonismo dei sindaci, che pareva aver risvegliato una coscienza ambientalista per chi doveva rispondere in prima persona al proprio elettorato. «Ora siamo tornati alle logiche di partito. Le questioni ambientali sono diventate strumenti per attacchi politici o per annunci propagandistici. Come nel caso del nucleare. Lo sanno tutti che da noi è irrealizzabile. Però si va avanti, sprecando soldi e illudendo le persone con la promessa di nuovi posti di lavoro ».
A proposito di annunci, ieri la Germania ha rivelato che abbandonerà l'energia nucleare al più tardi entro il 2030: lo ha previsto il ministro dell'Ambiente tedesco, il conservatore Norbert Roettgen stimando che entro questa data il Paese riuscirà a raggiungere gli obiettivi di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili. Entro questa stessa data, ha ricordato Roettgen, gli impianti nucleari più recenti avranno un'età di 40 anni.


Vincenzo Mulè da Terra
 

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