
Stati Uniti Il testo potrebbe essere presentato ufficialmente già lunedì prossimo. Da domani però potrebbero circolare versioni ufficiose. Sarà il fondamento della posizione americana nei negoziati post Copenaghen e nel cammino verso Bonn
A Capitol Hill si attende la nuova bozza della legge sul clima ed energia, nota con il nome di Clean energy and security act. Il testo potrebbe essere presentato ufficialmente dal senatore democratico John Kerry e all'indipendente Joseph I. Lieberman, insieme al repubblicano Kerry Graham già lunedì prossimo. Da domani però potrebbero circolare versioni ufficiose.
Questa nuova proposta vede la modifica di alcune parti del testo presentato al Senato Usa, noto come Boxer-Kerry, in particolare per quanto riguarda il sistema di cap and trade per le emissioni inquinanti, considerato dai commentatori un ostacolo al passaggio di una legge sul clima. «Quello di cui stiamo parlando non è una legge sul clima. È un provvedimento per creare occupazione e per mantenere l'aria pulita. Serve a garantire la sicurezza nazionale e l'indipendenza energetica », ha dichiarato John Kerry.
Come sottolineano gli esperti, la legge sarà il fondamento della posizione americana nei negoziati sul clima post Copenaghen, e il nuovo testo avrà un certo peso al prossimo incontro di Bonn. Intanto Lisa Jackson, direttrice dell'Epa, l'Agenzia Usa per la protezione dell'ambiente, prosegue imperterrita la sua manovra per regolare le emissioni dei gas serra attraverso il Clean air act, la legge statunitense sull'inquinamento dell'atmosfera degli anni Settanta recentemente modificata. Domani Jackson si presenterà di fronte al congresso americano, dove dovrà testimoniare su come l'agenzia stia procedendo a regolare gli agenti inquinanti e verificare quali sistemi di misurazione e quali tetti alle emissioni intende adottare.
I senatori repubblicani cercheranno di bloccare l'Agenzia tramite il veto all'approvazione del budget dell'Epa per l'anno fiscale 2011, una cifra che si aggira intorno ai 10 miliardi, 43 milioni dei quali verranno indirizzati a programmi specifici per tagliare le emissioni. Il risultato dipenderà tutto dai franchi tiratori democratici, sotto pressione da parte di lobby ed elettori contrari al regolamento dell'Epa.
Intanto Jackson cerca di giocare d'anticipo: ieri ha incontrato la stampa per un pranzo di ricevimento al National press club di Washigton. «Chi sostiene che difendere l'ambiente comporti dei danni economici dice una falsa verità. Investire nell'ambiente significa creare mercato», ha dichiarato la direttrice ai giornalisti presenti. «I problemi non si risolvono aspettando anni prima di agire». La Jackson ritiene che la strategia vincente sia quella di puntare sull'innovazione tecnologica e la green economy. Ha sottolineato che non ci saranno sistemi di cap and trade al di fuori della legge sul clima, sottintendendo che l'Epa non sta lavorando su nessun piano per creare un mercato delle emissioni.
Un funzionario presente al pranzo ha accennato però che l'Epa stia studiando un sistema per incentivare investimenti e analizzare nel dettaglio il mercato delle emissioni, contrariamente a quanto ammesso dalla Jackson. Che di una cosa si è detta più volte assolutamente certa: la via obbligatoria per sostenere la green economy è una regolamentazione strutturata delle emissioni.
Se va tutto bene a fine mese verrà presentato il regolamento per le quote massime. La scorsa settimana l'Epa ha inviato la prima parte della legge alla Casa bianca, segno che il testo procede come da calendario, nonostante nei giorni scorsi il senatore democratico Rockfeller abbia proposto un emendamento per postdatare l'effetto della legge da due a quattro anni.
L'attacco è il terzo di una dura serie. Ma all'Epa ostentano sicurezza e contano di aggirare le forti divisioni del congresso. Nella quiete solare della collina più importante d'America, i due schieramenti si preparano alla battaglia campale.
Emanuele Bompan da Washington






