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CLIMA, NUOVA POLEMICA REPUBBLICANA

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Stati Uniti Le abbondanti nevicate e un inverno tra i più rigidi degli ultimi vent'anni hanno offerto ai conservatori l'ennesimo argomento contro il riscaldamento globale. Ma gli scienziati avvertono: «Contano gli effetti di lungo periodo»

Inizia sciogliersi la neve intorno alle case della costa orientale americana. Le polemiche sul riscaldamento globale invece proseguono. Le nevicate record e un inverno nordamericano tra i più rigidi degli ultimi vent'anni hanno servito sul piatto d'argento un argomento di facile appiglio per gli scettici del cambiamento climatico. Ovunque sui blog e media conservatori statunitensi si legge «Il cambiamento climatico è una menzogna», oppure «Raffreddamento globale». Gli scienziati rispondono.
Le precipitazioni fuori scala sono una prova di mutazioni del clima che porteranno ad eventi meteorologici catastrofici sempre più frequenti. E se Washington rimane ammantata di un velo bianco che quasi nasconde la residenza del presidente Obama, a Vancouver, sede delle olimpiadi invernali, tira una brezza primaverile. Ma per i conservatori americani, controllo delle emissioni e carbon tax sono bestemmie contro il libero mercato.
A guidare gli scettici contro la teoria dei cambiamenti climatici ci pensa il Senatore dell'Oklahoma James M. Inhofe, da sempre antagonista del protocollo di Kyoto. Nei giorni scorsi ha costruito di fronte Capitol Hill un igloo alto due metri, sul quale capeggiava la scritta: «La nuova casa di Al Gore».
L'equazione "neve uguale falso riscaldamento globale" è stata ripresa un po' dovunque da media come Fox News e Us Today, da sempre ostili a credere che l'effetto serra stia modificando i biomi terrestri. «Le nevicate hanno freddato i bollori isterici di Al Gore», attacca Sean Hannity, una tra le voci più ascoltate dalla destra populista. E persino il tycoon Donald Trump ha affermato che «Andrebbe tolto il Nobel ad Al Gore, dopo le nevicate degli ultimi giorni».
La polifonia del coro che non crede al riscaldamento globale aumenta ma quello che ne esce è un argomento debole. E anti scientifico.
Jeff Masters, metereologo di fama, ha dichiarato che eventi estremi presi singolarmente come la nevicata che ha seppellito la East Coast non cambiano l'evidenza del cambiamento climatico. «Scambiare il meteo per il clima è un errore grossolano. Le recenti nevicate record non negano ne provano il riscaldamento climatico», ha confermato Jane Lubchenco, capo della National oceanic and atmospheric administration.
Che il clima stia cambiando e si stia scaldando è indubbio. Master elenca gli argomenti scientifici comprovanti: la prova inconfutabile dell'aumento di 0,7 gradi dimostrata dalla Nasa, le temperature record registrate nell'ultima decade dalla World meteorological organization e lo scioglimento dei ghiacci. Consultando i modelli climatici, poi, «si vede che il livello di umidità nell'atmosfera è aumentato del 4 per cento globalmente negli ultimi 40 anni», spiega ancora Masters. Conferma la teoria anche l'Union of concerned scientists, associazione che supporta la regolamentazione delle emissioni di gas serra. L'avvertimento degli scienziati, insomma, è che ciò che va preso in considerazione sono le medie stagionali e le variazioni storiche sul lungo periodo. Come a ricordare che "una rondine non fa primavera".

Emanuele Bompan da Terra

 

 

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