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ATTENTI ALLE "BALLE DI NEVE"

ghiaccio

Cambiamenti climatici
Vi ricordate, un anno fa, la non notizia che i ghiacci artici del dicembre 2008 erano pari a quelli del 1979?


Siccome i ghiacci artici hanno perso circa 3 milioni di kmq (10 volte la superficie italiana) dal 1979 al 2008, questa notizia equivaleva a dire che in un mese, come d'incanto, c'era stato un salto indietro di 30 anni. Una bufala necessaria per disinformare che il riscaldamento climatico non esiste.
E vi ricordate la nevicata di Milano del 7 gennaio 2009? Il giorno dopo, un certo giornale titolò a tutta pagina sopra un'immagine di Milano innevata: "Ecco il pianeta riscaldato!". Un'altra bufala a breve distanza di tempo, che serviva, anche qui, per disinformare che il surriscaldamento climatico non esiste.
Ora un'occasione ghiotta per i negazionisti del clima si presenterà nei prossimi giorni. Sono in arrivo ondate di freddo molto intenso su tutta l'Europa Centrale. Le prime avvisaglie ci sono già anche in Italia. Non è escluso, quindi, che Copenaghen possa essere colpita da copiose nevicate proprio nei giorni conclusivi della Conferenza sul clima. Niente di meglio per denigrare questa Conferenza sul "surriscaldamento climatico" in una Copenaghen gelata e sotto la neve. Vale la pena ricordare che il tempo è quello che si vede fuori dalla finestra.
Se fa freddo a Sesto Calende, piuttosto che a Forlimpopoli o a Canicattì, non vuol dire che fa freddo in tutto il mondo (estrapolazione spaziale) o che stiamo andando verso una glaciazione (estrapolazione temporale). Un temporale eccezionale sul Sahara non significa che il clima del deserto stia diventando umido e che la distesa di sabbia tornerà a essere una savana (estrapolazione spazio temporale).
Vale la pena, inoltre, stare molto attenti a un certo uso disinvolto delle statistiche meteorologiche per rappresentare il clima di una data città, che poi sono confrontate con le medie globali e con tendenze secolari. Condizioni meteorologiche persistenti vengono confuse con situazioni climatiche, oppure le anomalie meteorologiche con i cambiamenti climatici.
Il clima è un animale molto complicato e ben diverso. Il clima è l'equilibrio energetico del sistema climatico, dove nel sistema climatico entrano: l'atmosfera, gli oceani, la biosfera e la geosfera terrestre (compresa la criosfera) ed entrano anche alcuni cicli fondamentali per la circolazione dell'energia, quali il ciclo dell'acqua e il ciclo del carbonio.
Ma non è facile valutare questo equilibrio energetico. La Terra è sferica, la superficie terrestre non è omogenea. Suolo, atmosfera e oceani si comportano molto diversamente nei confronti dell'energia solare assorbita e riemessa. Poi, a complicare il tutto, ci sono i flussi di energia biochimica e delle biomasse, le perturbazioni energetiche di aerosol e inquinanti atmosferici e marini, ecc. Tutti questi processi di assorbimento e trasformazione energetica non avvengono simultaneamente: alcuni hanno tempi brevi, altri lunghi; alcuni interessano zone circoscritte, altri possono riguardare l'intero pianeta.
Per valutare l'equilibrio energetico e, quindi, il clima, si devono necessariamente fissare due fondamentali parametri di riferimento: lo spazio e il tempo, dal momento che l'equilibrio cambia continuamente e non è lo stesso in tutte le zone della superficie terrestre o in qualsiasi periodo di tempo.
Quando si parla di riscaldamento globale, ci si riferisce alla variazione dell'equilibrio energetico medio del sistema climatico globale, equilibrio riferito a tutta la superficie terrestre (spazio) e per tempi che vanno dai decenni ai secoli e oltre (tempo). Ebbene, questo equilibrio energetico, negli ultimi 200 anni è stato perturbato.
C'è una quantità di energia in più derivante dal maggiore assorbimento da parte di alcuni gas serra che le attività umane hanno aggiunto all'atmosfera, cambiandone la sua composizione. Tale energia in più si chiama "effetto serra aggiuntivo" al sistema climatico naturale. Siccome esiste una quantità di energia aggiuntiva, i processi di dissipazione energetica sono maggiori e si manifestano con due principali forme di trasformazione energetica: in parte come energia termica, vale a dire come riscaldamento climatico globale (atmosfera e oceani), e in parte come energia meccanica e termodinamica, vale a dire come intensificazione dei fenomeni meteorologici estremi, ma anche (insieme al calore) come variazione delle correnti oceaniche, della natura e caratteristiche della geosfera, ecc.
Confrontare la situazione meteorologica dei prossimi giorni a Copenaghen (o a Milano) con il riscaldamento climatico globale equivale a confrontare quantità di energia, di cui una è centinaia di migliaia di volte inferiore dell'altra. Confrontare il clima dell'intera Italia con quello del pianeta equivale a mettere a confronto una quantità di energia che è meno di un millesimo dell'altra. Una cosa è certa: gelo e nevicate eccezionali, come le ondate di caldo torrido, e come l'estremizzazione di altri fenomeni (alluvioni, siccità, temporali cicloni, ecc.) confermano, non smentiscomo, il riscaldamento del sistema climatico globale.
La confusione, insomma sta fra climatologia e meteorologia e questa confusione, purtroppo, regna sovrana e viene abilmente strumentalizzata dai negazionisti, facendo leva sulla buona fede della gente, ma soprattutto sull'ignoranza scientifica o sulla mala fede di certi giornalisti.


Vincenzo Ferrara, climatilogo comitato scientifico di Terra
 

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