Il riscaldamento globale e' una "drammatica certezza" destinata a portare "un regime di precipitazioni quasi tropicale nelle regioni temperate, come l'Europa meridionale e l'Italia". E' quanto sostiene Antonello Provenzale, dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr, interpellato sull'argomento da Geo. "L'ultimo rapporto dell'Ipcc (International Panel on Climate Change) parla chiaro - dice Provenzale -. Se fino a ieri il riscaldamento globale era solo un'ipotesi molto accreditata, oggi e' una drammatica certezza". Ad aggravare la situazione, secondo l'esperto del Cnr, la velocita' con cui si sta manifestando questo fenomeno: "In passato i mutamenti climatici sono avvenuti quasi sempre nel corso di centinaia o migliaia di anni: oggi si parla di alcuni decenni". Un fattore che mette a dura prova le capacita' di adattamento di piante e animali, come sottolinea a Geo Giuseppe Bogliani, docente di zoologia all'Universita' di Pavia, secondo cui "oggi tra un'area naturale e l'altra ci sono case, ponti, autostrade, ferrovie, coltivazioni, impianti industriali e infrastrutture, vere e proprie barriere che impediscono materialmente agli animali di spostarsi verso climi piu' freschi e alle piante di fissare tappe di spostamento". La responsabilita' del riscaldamento globale? Per Antonio Navarra, direttore del Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici, ci sono pochi dubbi: "Le ricerche hanno stabilito che alcuni parametri del clima terrestre non possono essere spiegati solo con la variabilita' di alcuni fenomeni naturali, come l'irraggiamento solare. E poiche' le uniche modifiche degli ultimi 50 anni sono state le emissioni umane, possiamo dire con una probabilita' alta che il riscaldamento c'e' ed e' determinato in percentuale elevata dalle attivita' umane". Ma come fare per salvaguardare il clima? A questo proposito Geo riporta un recente studio dell'istituto di consulenza britannico Policy Exchange, che ha calcolato la convenienza economica di alcuni metodi per combattere l'effetto serra. Il risultato e' sorprendente: per prevenire l'emissione di una tonnellata di CO2 e' sufficiente un investimento di tre dollari nella riforestazione, mentre lo stesso effetto si puo' ottenere, in condizioni favorevoli, investendo 10 centesimi di dollaro nella protezione delle zone umide tropicali, un costo 1.460 volte inferiore a quello dell'energia nucleare e 1.330 volte inferiore rispetto all'investimento necessario a ridurre l'emissione di una tonnellata di CO2 attraverso l'uso di biocarburanti. (Agi)
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