
Proteste Il corteo promosso a Roma dalle associazioni venatorie si trasforma in un fiasco. Gli organizzatori: «Siamo centomila», ma la questura smentisce: in piazza in meno di ottomila. E il Pdl continua a difendere le doppiette mentre i Verdi rilanciano l'idea di un referendum di fronte all'estremismo venatorio.
L'elefante ha partorito un topolino. Ha fatto flop, a livello numerico ma anche a livello di risultato politico, la manifestazione "in difesa della cultura rurale" convocata con un variopinto manifesto in cui appunto si mostravano foto di elefanti e bei setter da sfilata.
In realtà, di cultura rurale ce ne era poca, visto che nelle strade di Roma è sfilato un corteo per promuovere la libera caccia a tutto e sostenere, in modo particolare, l'approvazione di un articolo nella legge Comunitaria che di fatto abolisce il calendario venatorio permettendo alle doppiette di esercitare in qualunque momento dell'anno.
Nonostante le roboanti dichiarazioni degli organizzatori ("siamo 100 mila") la valutazione ufficiosa del ministero degli Interni valuta con ottimismo la partecipazione delle doppiette arrabbiate nell'ordine di 8.000, mentre si racconta di reporter smarriti in motorino alla ricerca della dimostrazione che portava in piazza le rivendicazioni di Confavi, Federfauna, Aisad/ Confesercenti (Associazione Italiana Imprese Settore Animali Domestici); Foi (Federazione Ornicoltori Italiani), Fimov (Federazione Italiana Manifestazioni Ornitologiche Venatorie), Confagricoltura, Assoarmieri, Editoriale Olimpia, Eps (Ente ProduttoriSelvaggina), Fareambiente, Ambiente e/è Vita, Aiw (Associazione Italiana Wilderness), Anlc (Associazione Nazionale Libera Caccia) passando per l'associazione sindacale dei vetturini romani.
Un altro dei tabù della campagna elettorale, quello sulla caccia. Come per la patata bollente del nucleare, il rafforzamento dell'attività venatoria non incontra il gradimento degli elettori, anche nel centrodestra. Il sondaggio Ipsos di domenica scorsa ha infatti chiarito che l'81 per cento degli italiani è contrario all'estensione della caccia oltre gli attuali limiti, una percentuale di poco maggiore al 79 per cento che vuole vietarla o ridurla fortemente. E, inoltre, solo il 3 per cento degli elettori dei partiti di maggioranza è favorevole alla legge che allunga il periodo di caccia.
Sempre nel sondaggio si chiarisce che nelle tredici Regioni al voto il 69% degli elettori si dichiara contrario o totalmente contrario ai candidati che proponessero regole a favore della caccia, e 4 elettori su 10 cambierebbero di conseguenza il loro voto. Numeri, questi, che giustificano la strane dichiarazioni venute fuori dalla conferenza stampa che quella parte del Pdl legata agli interessi delle doppiette sparatutto ha tenuto al Senato subito dopo la manifestazione e l'incontro con il presidente del gruppo del Pdl Maurizio Gasparri.
L'eurodeputato leghista Sergio Berlato e il senatore Luigi Orsi (presentatore di un discusso disegno di legge di legge di modifica della caccia) hanno rivendicato il fatto che tutte queste proposte «non vogliono dire cacciare di più, ma avere una gestione migliore della fauna», una "caccia flessibile".
Per il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, «quella espressa dalla Pdl è una posizione di rottura: Gasparri difende a spada tratta l'articolo introdotto al Senato sull'abolizione del calendario venatorio. Rispetto a una posizione che scardina la attuale gestione della caccia non resta che ricorrere al referendum: di fronte agli integralismi non c'è alternativa. Per questa ragione avvieremo una consultazione con le associazioni ambientaliste ed animaliste e nella prossima settimana presenteremo il quesito referendario in particolare sull'art. 842 del Codice civile che consente ai cacciatori di entrare sui fondi privati, mentre le famiglie che fanno una scampagnata rischiano una denuncia».
Una proposta che sta animando la discussione anche nel fronte ambientalista, nei partiti e nelle associazioni venatorie che si sono dichiarate contro la modifica dell'assetto attuale.







Commenti
QUELLI SONO DROGATI DI CACCIA, NON NE POSSONO FARE A MENO, E NON GLI BASTA MAI...DOVREBBERO DISINTOSSICARSI ...
Per frare numero hanno raccattato pure agricoltori, circensi e quant'altro!
E cmq una manifestazione in favore della caccia-o addirittura, come in qst caso, in favore dell'estensione della caccia-è di per sè una cosa ridicola, patetica, vergognosa, ignobile, squallida, disgustosa, orrenda, raccapricciante , spregevole, inguardabile.
Poi partecipare a una manifestazione in favore della violenza sugli animali, dell'orrore e della brutalità delal caccia, del diritto di divertirsi a ucicdere è a dir poco vergognoso!La manifestazione di cacciatori è una cosa ignobile, orribile, inguardabile, vergognosa, manifestare per poter ucicdere di più è squallido e disgustoso...c'è solo da vergognarsi, ma i cacciatori nemmeno si rendono conto che si devono vergognare, pensano solo a uccidere, peggio di così non si può, di più non ci si può abbassare...sono senza vergogna...
Caro Alessandro055,
immagino che lei si riferisca alle vicende del Parco d'Abruzzo, per le quali - devo invece aggiornarla - sono stato scagionato da ogni addebito di ogni genere.
Saluti
Fulco Pratesi
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