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Aria
Giovedì 24 Febbraio 2011 08:28

Una legge che è propaganda

Autore: Angelo Bonelli
Ilva01"La legge regionale sul Benzo(a)Pirene approvata ieri è solo propaganda. Qualsiasi studente di giurisprudenza sa che una legge regionale non può sostituire una legge nazionale. E i limiti delle emissioni del Benzo(a)pirene sono infatti stati innalzati dal decreto 155/2010, norma definita, appunto 'salva Ilva'"La legge del consiglio regionale è inapplicabile: lo sa anche il Pdl che ha votato a favore della legge". Lo dichiarano in una nota congiunta Domenico Lomelo e Gregorio Mariggio' , rispettivamente presidente regionale e presidente della federazione provinciale di Taranto dei Verdi che aggiungono: "Il presidente della Regione Puglia Vendola dovrebbe spiegarci perchè non ha sollevato la questione di legittimità costituzionale , entro il 14 settembre 2010, rispetto al decreto 155/2010 come noi Verdi gli avevamo richiesto di fare circa 6 mesi fa. Decreto su cui, grazie ad un nostro esposto si sta interessando la Commissione europea, che ha chiesto spiegazioni sull'atteggiamento dilatatorio del governo nazionale. E dovrebbe anche spiegare perchè in Commissione Stato-Regioni la Puglia non ha sollevato alcuna obiezione rispetto alla norma 'salva Ilva', che in quella sede fu approvata senza alcuna obiezione: eppure in quella sede la Puglia avrebbe potuto far sentire la sua voce".
Giovedì 17 Febbraio 2011 22:22

Il silenzio sull'Ilva

Autore: Angelo Bonelli
Ilva01"Sull'indagine epidemiologica a Taranto che abbiamo ripetutamente chiesto alla Regione Puglia il silenzio di Vendola è imbarazzante". Lo dichiara il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che oggi - a quanto rende noto - ha scritto per la terza volta al presidente della Regione Puglia chiedendo ancora che "nella cittá pugliese dove viene emesso il 98% di tutta la diossina prodotta in Italia sia effettuata l'indagine epidemiologica, che rientra fra le competenze della Regione".
Domenica 05 Dicembre 2010 22:04

Ilva:è l'ora della class action

Autore: Angelo Bonelli
inquinamentoUna class action per chiedere 3 miliardi di euro come risarcimento dei danni provocati dall'inquinamento. L'iniziativa legale è stata presentata ieri a Taranto dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli che ha chiesto «giustizia per i cittadini di Taranto che da anni sono vittime di un inquinamento spaventoso. Oggi abbiamo presentato i moduli di sottoscrizione che verranno diffusi nei quartieri della città per la più grande azione collettiva italiana contro i danni da inquinamento ».

Nell'occhio del ciclone c'è l'Ilva, l'acciaieria più grande d'Europa, da decenni oggetto di denunce da parte di cittadini, comitati e associazioni ambientaliste per i fumi e gli sversamenti nelle acque e nei terreni di sostanze chimiche. «Ormai a Taranto la diossina è nel terreno – ha denunciato Bonelli - è entrata nella catena alimentare, nel latte materno e continua a mietere vittime. Le misurazioni sui livelli di inquinamento non vengono effettuate in continuo, ossia 24 ore su 24, ma concordate con i proprietari degli stabilimenti». Il leader degli ecologisti non ha nemmeno risparmiato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: «Chiediamo spiegazioni al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola sul perché non abbia mai risposto alla nostra richiesta di un'indagine epidemiologica che spetta, per competenza alla Regione e che potrebbe mettere in relazioni le morti e le malattie con l'inquinamento - spiega l'esponente ecologista -. Una volta realizzato questo screening ci sarebbe la prova del reato e finalmente si potrebbe fare giustizia nella città dove viene prodotto il 98 per cento della diossina italiana e dove ai bambini, per un'ordinanza del sindaco, è sconsigliato giocare con la terra». Ad occuparsi dell'azione legale sarà un pool di avvocati coordinato da Valentina Stefutti, già legale di parte civile nel processo Eternit di Torino, mentre i comitati ambientalisti di Taranto fra cui Alta Marea e Peacelink si sono resi disponibili a portare i moduli per l'azione risarcitoria nei quartieri della città. «E' ormai evidente che c'è una volontà di mettere il bavaglio ad una popolazione che chiede solo giustizia - prosegue Bonelli -.

Si vuole far credere che tutto va bene e che la situazione è migliorata. Lo dimostra il Rapporto Ambiente- Salute presentato proprio all'Ilva di Taranto, dove si vedono le immagini di fenicotteri rosa e colombe che volano. Ma la verità - conclude Bonelli- è un'altra ». Una battaglia che dunque arriverà in tribunale, e sulla quale i Verdi sembrano non voler fare sconti: «Non smetterò mai di chiedere al presidente Vendola – ha dichiarato Bonelli - che venga effettuata l'indagine epidemiologica che potrebbe far giustizia per le vite rubate e le malattie procurate da un inquinamento che non ha eguali in Europa».

Gianluca Corsari (Terra)

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Domani venerdì 3 dicembre 2010, alle ore 11.30 a Taranto presso l'ex sala della Giunta del Palazzo della Provincia di Taranto (4° piano), in via Anfiteatro n. 4 si svolgerà una Conferenza stampa del Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, del Coordinamento delle associazioni ambientaliste di Taranto e dell'Avv. Valentina Stefutti che coordina il pool di legali organizzato dai Verdi per la più grande Class Action (risarcimento collettivo) italiana con cui si chiederà il risarcimento danni per un inquinamento, quello di Taranto, che ha fatto e continua a fare una strage di vite.
Venerdì 05 Novembre 2010 06:17

Taranto: in nome del Popolo inquinato

Autore: Angelo Bonelli
Ilva01Ci sono i bambini, che non possono più giocare sporcandosi le mani con la terra. Ci sono i medici che stanno effettuando indagini sul latte materno, dal quale emerge presenza di diossina superiore ai limiti di legge in quello di mucca. Ci sono i video fatti con visori a infrarossi da cittadini del luogo, in cui si vedono camini che sbuffano enormi quantità di fumi nella notte. Infine, ci sono i morti. Quelli di leucemie, tumori al cranio o alle vie respiratorie.
Quello che invece manca è un registro tumori, atteso da anni, ma di cui ancora non c'è traccia. Stiamo parlando della realtà quotidiana che a Taranto, la città dell'Ilva, la più grande acciaieria d'Europa, i cittadini vivono da tempo. Adesso però c'è una novità con la quale fare i conti. Si chiama decreto legislativo 155/2010. Un testo con il quale il governo Berlusconi ha prorogato al 2013 il raggiungimento del valore-obiettivo fissato dall'Unione europea di un nanogrammo/metrocubo di benzo(a)pirene.

In altre parole, si potrà continuare ad inquinare in quantità superiore ad 1 nanogrammo fino al 2013. A nulla sono valse le denunce dei cittadini, i dossier e le grida d'allarme che si alzano dal territorio da tanti anni. E lo scontro si accende anche sul fronte politico, dove i Verdi, durante una conferenza tenuta proprio ieri a Taranto, hanno annunciato battaglia a 360 gradi. Verrà costituito immediatamente un pool di avvocati per una grande class action, ha annunciato il presidente nazionale Angelo Bonelli. «Si chiederanno oltre 3 miliardi di euro di danni per un inquinamento che ha fatto e continua a fare una strage di vite», spiega il leader del Sole che ride.

Poi un attacco al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola: «Siamo delusi per la mancata risposta alla nostra richiesta, fatta lo scorso 19 ottobre, per un'indagine epidemiologica sui cittadini di Taranto. Sollecitiamo di nuovo il governatore Vendola ad un'indagine sanitaria per verificare la correlazione tra le malattie dei cittadini e l'inquinamento prodotto dai complessi industriali di Taranto, Ilva inclusa». L'indagine epidemiologica è ritenuta dai Verdi «uno strumento strategico ed indispensabile per fare giustizia». Anche perché «tutti i processi sui danni prodotti dall'inquinamento si sono infatti arenati dato che i magistrati non erano in grado di stabilire il nesso tra inquinamento e morti», denuncia ancora Bonelli.

Un accorato appello è arrivato anche dall'Associazione culturale pediatri, dalla Società italiana di pediatria, e dalla Federazione italiana medici pediatri, che hanno ricordato al governo i gravi rischi da esposizione ad elevati livelli di benzopirene che comporta tra l'altro «il rischio di ridurre il quoziente intellettivo del neonato e aumenta il rischio di malattie respiratorie del bambino». I medici infantili hanno infine espresso preoccupazione per «l'inaccettabile situazione di rischio» a cui saranno sottoposti, almeno per altri due anni, bambini e cittadini di Taranto.

Giulio Finotti (Terra)

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