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Venerdì 09 Marzo 2012 21:35

Un'altra Taranto è possibile

Autore: Angelo Bonelli

 

angelo bonelliDopo l'appello lanciato dal cartello di associazioni e comitati ambientalisti che fanno capo a 'Aria Pulita per Taranto', ho sciolto la riserva e ho deciso di accettare la candidatura a sindaco nella città più inquinata d'Europa. Taranto è la città simbolo dell'inquinamento, una città che per troppo tempo è stata dimenticata dalla politica. L'inquinamento nella città dove la diossina è entrata nella catena alimentare, dove i bambini non possono giocare nei prati o toccare la terra mani nude, dove una perizia della Procura della Repubblica ha stabilito che (cito testualmente) "l'esposizione continuata agli inquinanti dell'atmosfera emessi dall'impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell'organismo umano che si traducono in casi di malattia e di morte" è una questione che riguarda tutta l'Italia.

 

Una Taranto diversa è possibile a condizione che si spezzi il ricatto tra lavoro e salute: quel ricatto per cui per mantenere i posti di lavoro si deve accettare di morire di cancro. Invece è possibile costruire un'economia che non sia basata sulla diossina e replicare quello che è accaduto a Pittsburgh, la città dove si produceva la maggior parte dell'acciaio degli Stati Uniti d'America. Pittsburgh, dove le acciaierie che inquinavano sono state chiuse, è diventata una delle città più vivibili degli Stati Uniti d'America e un'eccellenza nel campo dell'innovazione tecnologica, della Green Economy, della ricerca e dell'università con uno dei livelli occupazionali più alti del paese.

La situazione di grave inquinamento ambientale di Taranto è dovuta alle responsabilità sia del centro destra che del centro sinistra. Spiace constatare che sia stata l'Autorità Giudiziaria attraverso le perizie epidemiologiche a fare quello che avrebbero dovuto fare le istituzioni locali. E' per questa ragione che la coalizione che mi ha chiesto di candidarmi a Taranto sarà un'alleanza che correrà fuori sia dal centro destra che dal centro sinistra.

AMMINISTRATIVE: TARANTO, LEADER VERDI ANGELO BONELLI SI CANDIDA A SINDACO IN CITTA' PIU' INQUINATA EUROPA
DOPO APPELLO ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE TARANTINE BONELLI SCIOGLIE RISERVA E ACCETTA
'NE' A DESTRA, NE' A SINISTRA MA SOLO ARIA PULITA'
Il leader dei Verdi Angelo Bonelli, dopo l'appello lanciato dal cartello di associazioni e comitati ambientalisti che fanno capo a 'Aria Pulita per Taranto', ha sciolto la riserva e ha deciso di accettare la candidatura a sindaco nella città più inquinata d'Europa. L'annuncio è arrivato oggi nel corso di una Conferenza Stampa svoltasi a Taranto.
"Taranto è la città simbolo dell'inquinamento, una città che per troppo tempo è stata dimenticata dalla politica". Ha dichiarato il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: "L'inquinamento nella città dove la diossina è entrata nella catena alimentare, dove i bambini non possono giocare nei prati o toccare la terra mani nude, dove una perizia della Procura della Repubblica ha stabilito che (cito testualmente) "l'esposizione continuata agli inquinanti dell'atmosfera emessi dall'impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell'organismo umano che si traducono in casi di malattia e di morte" è una questione che riguarda tutta l'Italia".
"Una Taranto diversa è possibile a condizione che si spezzi il ricatto tra lavoro e salute: quel ricatto per cui per mantenere i posti di lavoro si deve accettare di morire di cancro. Invece è possibile costruire un'economia che non sia basata sulla diossina e replicare quello che è accaduto a Pittsburgh, la città dove si produceva la maggior parte dell'acciaio degli Stati Uniti d'America - prosegue il leader ecologista -. Pittsburgh, dove le acciaierie che inquinavano sono state chiuse, è diventata una delle città più vivibili degli Stati Uniti d'America ed un'eccellenza nel campo dell'innovazione tecnologica, della Green Economy, della ricerca e dell'università con uno dei livelli occupazionali più alti del paese".
"La situazione di grave inquinamento ambientale di Taranto è dovuta alle responsabilità sia del centro destra che del centro sinistra. Spiace constatare che sia stata l'Autorità Giudiziaria attraverso le perizie epidemiologiche a fare quello che avrebbero dovuto fare le istituzioni locali - conclude Bonelli -. E' per questo ragione che la coalizione che mi ha chiesto di candidarmi a Taranto sarà un'alleanza che correrà fuori sia dal centro destra che dal centro sinistra".
Domenica 05 Febbraio 2012 23:57

IN RICORDO DI PINO FERRARIS

Autore: Administrator

Pino Ferraris
 

Pino Ferraris ci ha lasciati.

Oggi si terranno i suoi funerali, e con lui se ne va un osservatore attento, profondo, e mai banale, della nostra società, dei processi sociali, del mondo del lavoro, capace di raccontare i mutamenti del nostro frenetico tempo mentre questi sono ancora in divenire.

 

angelo bonelliI dati sulla disoccupazione diffusi oggi dall'Istat sono drammatici: l'occupazione e il lavoro che non c'è soprattutto per i giovani che sono condannati ad una esistenza precaria sono la prima emergenza del nostro Paese. L'emergenza che il governo deve affrontare non è la mobilità o come rendere più precaria l'occupazione esistente ma come creare nuovi posti di lavoro per restituire il futuro ad intere generazioni. Per creare nuovi posti di lavoro è necessario impiegare da subito le risorse che ci sono, tagliando le grandi opere inutili e le spese per l'acquisto degli armamenti, alla Green Economy alla mobilità pubblica, alle rinnovabili e all'efficienza ed il risparmio energetico. Se il governo non vuole ascoltare i Verdi ascolti almeno il Commissario europeo responsabile per l’Azione per il Clima, Connie Hedegaard. La Hedegaard al Forum di Davos ha affermato che 'il settore dell’efficienza energetica potrebbe generare 500.000 posti di lavori da qui al 2020', mentre, considerando gli altri comparti fondamentali per l’attuazione delle politiche climatiche di Bruxelles, il potenziale occupazionale potrebbe raggiunge i '2 milioni di nuovi posti di lavoro entro la stessa data'.

Purtroppo il governo su temi essenziali per il futuro continua a non dare risposte convincenti - conclude Bonelli -. Con gli 8 miliardi del Ponte sullo Stretto di Messina, che va definitivamente archiviato, e i 15 miliardi per l'acquisto dei caccia F-35 si potrebbero aprire subito subito decine e decine di migliaia di piccoli cantieri per la messa in sicurezza del territorio, per le rinnovabili, per l'efficienza e il risparmio energetico: con quelle cifre si potrebbero mettere in moto risorse per creare almeno 660 mila nuovi posti di lavoro. Un esempio? Utilizzando uno solo di 15 miliardi di euro previsti per gli F-35 sarebbe possibile costruire 3000 asili nido per 90 mila bambini con un beneficio immediato  per almeno 50 mila famiglie e la creazione di 20 mila posti di lavoro.

 

angelo bonelliCare e cari, vi scrivo perché sento il dovere di fare chiarezza su quanto accaduto al congresso  politico-programmatico e statutario dei Verdi a Chianciano, considerato alcune polemiche  che sono state sollevate.

I fatti sono i seguenti : potevo essere rieletto e continuare a fare il presidente dei Verdi per altri tre anni se avessi sottoposto la mia elezione in via ordinaria che sarebbe risultata vincente solo con il 50% dei voti più uno. Invece il congresso ha votato una norma statutaria che consente la durata degli organi solo per un anno in più, norma che, per essere valida, doveva essere votata con maggioranza qualificata al 67 %.  La norma è stata votata dall’assemblea ed è passata al 70%.  E' stata una scelta e una lezione di grande democrazia, laddove un conto è farsi eleggere con il 50% , altro far passare norme con maggioranze qualificate e per una proroga di un solo anno e non di tre come si sarebbe potuto fare.  Questa norma  votata dal congresso era stata pubblicata sul sito dei Verdi a partire dalla fine di novembre 2011 proprio per garantire la maggiore conoscenza di tutti, di ciò che si sarebbe votato.

Perché si è resa necessaria questa norma? Per due motivi.

1) Sulla linea politica da me seguita vi erano critiche da parte di chi dentro i Verdi non voleva la costituente ecologista perché non era necessario che i Verdi cambiassero. Si rendeva necessario una conferma sulla linea politica e quindi anche sulla mia persona. Ma non volevo che questa conferma avvenisse con una maggioranza semplice perché di fronte ad una sfida impegnativa come quella che stiamo facendo era necessario avere un’ampia e forte  maggioranza.

2) Per salvaguardare il processo di cambiamento che abbiamo avviato, che vuole andare oltre i Verdi per far nascere la nuova forza ecologista-civica e verde in Italia.  Vogliamo che in Italia ci sia una forza ecologista come in Europa . A questo progetto si sta opponendo chi guarda al passato e non vuole il cambiamento, convinti che i Verdi nel passato non abbiano mai commesso errori.

Di questo nuovo processo  fanno parte realtà significative, come quella dei Comuni Virtuosi con Domenico Finiguerra sindaco di Cassinetta di Lugagnano, primo ad approvare un piano regolatore a consumo suolo zero, Marco Boschini e Enzo Cenname, che hanno portato la raccolta differenziata al 65-70 % nei loro comuni, Luca Mercalli, Mario Tozzi, Michelle Dotti, Stefano Leoni attuale presidente del WWF, il sindaco anti-Tav di Venaus Nilo Durban, Giuliano Tallone, Claudia Bettiol dell’appello  Common Goods, Lara Benazzi delle reti civiche, Violante Pallavicino . Sto difendendo questo nuovo progetto da chi lo vuole di fatto sabotare appellandosi in modo acritico all’orgoglio verde, riproponendo quei meccanismi che hanno mortificato i Verdi e con essa la speranza di tanti Italiani. Le decisioni votate democraticamente dal congresso di Chianciano consentono di rafforzare il processo di cambiamento avviato con la costituente  ecologista, civica e verde, facendo in modo che i Verdi si riconoscano nella Costituente ecologista per costruire in Italia  una proposta politica ecologista .

Da una parte c’è chi si appella all’orgoglio verde, dall’altra chi  (la mozione che ha vinto all’Assemblea dieci giorni fa) vuole costruire una dimensione europea dell’ecologismo in Italia aprendosi ai movimenti, alle reti civiche, agli ecologisti .  Il 29-30 di ottobre il simbolo della nuova forza ecologista, civica e verde è stato scelto attraverso lo strumento di una consultazione dal basso, che ha portato circa 16.000 persone a scegliere il nuovo logo. Anche in quell’ occasione un piccola parte dei Verdi ha tentato di fermare questa prova di grande democrazia , facendo ricorsi legali, tutti persi.

Il 26-27 novembre a Roma al teatro Vittoria si è svolta l’assemblea costituente degli Ecologisti, Civici e Verdi Europei che ha dato le prime gambe al progetto, che ha come garanti Daniel Cohn Bendit, Riccardo Petrella, Dacia Maraini e Carlin Petrini. In quella sede è stata votata la co-presidenza uomo-donna del movimento che sarà decisa con lo strumento delle primarie che si svolgeranno a fine primavera-inizio estate. E’ in corso un cambiamento forte e inarrestabile e c'è chi dentro i Verdi  (pochi) vuole fermarlo, perché pensa solo alle candidature e quindi a mantenere delle rendite di potere per assicurarsi una poltrona alle prossime elezioni politiche, sono gli stessi che hanno organizzato le contestazioni al congresso di Chianciano, contestazione  ripresa dal Tg3.                                     

Se gli ecologisti  ritorneranno in Parlamento queste dovranno essere persone  credibili e preparate e legate in un rapporto stretto con il territorio e non calate dall'alto.  Questo quanto accaduto. Grazie. Ora torniamo al nostro lavoro nei territori come stiamo facendo da tempo, per occuparci di conversione ecologica dell’economia, delle nostre proposte per un piano per il lavoro e contro al precarietà, della nostra battaglia per la riduzione delle spese per armamenti , dello stop al consumo del suolo, dei diritti degli animali , per avere più trasporto pubblico e meno PM10, 5, 2,5.  Buon lavoro … 

Angelo Bonelli

Mercoledì 18 Gennaio 2012 23:32

Trivella selvaggia

Autore: Angelo Bonelli

 

angelo bonelliLa norma sulle trivellazioni rappresenta una vergogna senza precedenti. Ci auguriamo che il governo smentisca immediatamente le norme che prevedono la libertà di trivellare per la ricerca di petrolio in Italia, perchè le bozze degli articoli 20-21e 22 rappresentano la svendita del territorio italiano alle lobby del petrolio che potranno trivellare, con un trucco legislativo, anche nelle aree marine protette. Nell'articolo 21 inoltre viene ridotta la distanza per trivellare da dodici a cinque  miglia; all'articolo 22 comma 1 si introduce una norma che prevede che l'attività di prospezione e coltivazioni di idrocarburi libera. Siamo alla follia. Come Verdi siamo indignati per una norma voluta dal ministro dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico. Nella relazione di questi articoli il governo giustifica questa vergogna dicendo che le agenzie di rating, come Standard e Poor's, individuano tra i parametri di solidità economica lo sviluppo delle attività di trivellazione. Con queste norme aberranti avrebbero il via libera attività di trivellazioni nei nostri mari e in Basilicata per a partire dalle aree marine protette e aree sensibili dal punto di vista ambientale,  pensiamo alle isole Egadi, a Pantelleria, alle Tremiti, allo stretto di Sicilia: basti pensare che società come la Np, Northern Petroleum, Audax, Eni, Edison, Shell, hanno presentato negli anni scorsi solo nel mare prospiciente la Sicilia richieste per oltre 1.000 kmq. È necessario fermare subito questa vergogna che rappresenta solo un regalo ai petrolieri. Non si trasformi il Mediterraneo in una infinita distesa di trivelle di ricerca petrolio con i rischi che abbiamo visto dopo il drammatico incidente che abbiamo visto nel Golfo del Messico alla piattaforma della Deep Water Horizon. Il Mediterraneo è un mare che sul fronte dell’inquinamento da petrolio è già ora problematico poiché ha il tasso di catrame, 38 mg/metro cubo, più alto del mondo, contro i 0,8 del Golfo del Messico, prima del disastro della Deep Water Horizon.

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