"Tutti sono stati delusi dai risultati di Copenaghen, ma tutti vogliono andare avanti", ha aggiunto Yvo de Boer, il responsabile per il clima dell'Onu, che lascerà il suo posto il 1 luglio: "l'accordo di Copenaghen deve esser utilizzato come strumento per fare avanzare i negoziati, ma il processo deve essere più trasparente e inclusivo", ha precisato. "Il mondo si è mosso e ora bisogna concretizzare", ha detto da parte sua il ministro francese dell'Ecologia, Jean-Louis Borloo.
Dichiarazioni di buoni intenti necessarie per tentare di rilanciare un processo uscito molto male dalla conferenza di Copenaghen. Al summit sotto egida Onu, infatti, l'accordo che pone l'obiettivo di contenere a due gradi l'aumento medio della temperatura del pianeta è stato sottoscritto da una trentina di Paesi sui 192 partecipanti. Inoltre, resta molto vago sui termini e le modalità per concretizzare quanto stabilito. La prossima conferenza sul clima è in agenda dal 29 novembre al 10 dicembre in Messico.
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