(AGI/REUTERS/EFE) - Londra, 18 feb. - Nell'annus horribilis' della lotta ai cambiamenti climatici e due mesi dopo il fallimento del vertice di Copenaghen, si e' dimesso a sorpresa il massimo responsabile dell'Onu, Yvo de Boer. E il suo addio, dopo lo scandalo delle e-mail che hanno rivelato la manipolazione dei dati sul surriscaldamento del pianeta, e' un'ulteriore battuta d'arresto per l'intero movimento ambientalista. Olandese, 55 anni, appassionato sostenitore delle politiche di riduzione delle emissioni inquinanti, prima del summit di dicembre De Boer era riuscito a convincere i leader mondiali della necessita' di un impegno piu' stringente sul clima, per frenare le emissioni e aiutare le nazioni piu' povere di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici. E' finita quasi in un un fiasco: le nazioni si sono ritrovate sul minimo con denominatore, l'obiettivo di limitare il surriscaldamento a due gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali, ma nulla e' stato indicato quanto alla roadmap per arrivarci.
"E' stata una decisione difficile, ma credo che sia arrivato il momento per me di una nuova sfida, lavorare sul clima e la sostenibilita' con il settore privato e le universita'", ha spiegato de Boer in una nota lasciando la segreteria della Convenzione Onu per il Cambiamento Climatico; De Boer: lascera' l'incarico a partire da luglio e da quel momento lavorera' come consulente per la tedesca KPMG e per alcune universita'. Nel comunicato d'addio, De Boer ha evitato qualunque critica al fallito negoziato: al contrario, ha sottolineato che sebbene non sia giunto a nessun accordo vincolante, il vertice di Copenaghen ha mostrato una chiara volonta' di arrivare a mondo con poche emissioni. Tuttavia e' inevitabile collegare il suo addio all'insuccesso del vertice: solo due settimane fa, De Boer era stato costretto ad ammettere che una serie di nazioni non hanno rispettato nemmeno la scadenza del 31 gennaio, concordata a Copenaghen, per annunciare i target di riduzione delle emissioni. Le dimissioni diventeranno effettive cinque mesi prime che le 194 nazioni si rivedano in Messico, a Cancun, a novembre, per un altro tentativo di accordo globale sul controllo alle emissioni inquinanti. Ma trovare un sostituto non sara' facile. 181759 FEB 10
"E' stata una decisione difficile, ma credo che sia arrivato il momento per me di una nuova sfida, lavorare sul clima e la sostenibilita' con il settore privato e le universita'", ha spiegato de Boer in una nota lasciando la segreteria della Convenzione Onu per il Cambiamento Climatico; De Boer: lascera' l'incarico a partire da luglio e da quel momento lavorera' come consulente per la tedesca KPMG e per alcune universita'. Nel comunicato d'addio, De Boer ha evitato qualunque critica al fallito negoziato: al contrario, ha sottolineato che sebbene non sia giunto a nessun accordo vincolante, il vertice di Copenaghen ha mostrato una chiara volonta' di arrivare a mondo con poche emissioni. Tuttavia e' inevitabile collegare il suo addio all'insuccesso del vertice: solo due settimane fa, De Boer era stato costretto ad ammettere che una serie di nazioni non hanno rispettato nemmeno la scadenza del 31 gennaio, concordata a Copenaghen, per annunciare i target di riduzione delle emissioni. Le dimissioni diventeranno effettive cinque mesi prime che le 194 nazioni si rivedano in Messico, a Cancun, a novembre, per un altro tentativo di accordo globale sul controllo alle emissioni inquinanti. Ma trovare un sostituto non sara' facile. 181759 FEB 10






