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ENERGIA, DL SALVA ALCOA, LEGAMBIENTE: AGGIRA DIRETTIVA RIDUZIONE GAS SERRA

(9Colonne) Roma, 17 feb - "Un vero e proprio schiaffo al Protocollo di Kyoto nel giorno del suo anniversario". E' il commento di Legambiente sull'emendamento al cosiddetto decreto "salva Alcoa", presentato ieri in Commissione industria al Senato, che prova ad aggirare le norme europee per la riduzione dei gas a effetto serra. "Una vergogna - dichiara Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente -, un regalo confezionato dal governo che non va certamente incontro alle esigenze del sistema delle imprese italiane, ma che ha come obiettivo di spalancare le porte alla costruzione di nuovi impianti iper inquinanti. Prime fra tutti le centrali termoelettriche a carbone, il combustibile in assoluto più dannoso per il clima". La norma proposta prevede, infatti, un rimborso per tutti gli impianti industriali cosiddetti nuovi entranti che, secondo quanto previsto dalla direttiva europea Ets(Europea trading system) devono pagare per la CO2 emessa in eccesso. La direttiva europea era stata approvata per far pagare alle industrie i costi dell'inquinamento prodotto con l'obiettivo di ridurre le emissioni che causano i cambiamenti climatici e creano impatti devastanti per l'ambiente e per centinaia di milioni di persone. Legambiente ricorda che nel 2010 è prevista l'entrata in funzione di un nuovo gruppo alla centrale a carbone di Civitavecchia, che da sola produrrà oltre 10 milioni di tonnellate all'anno di CO2, pari alle emissioni di un Paese come l'Estonia, e altre centrali a carbone sono state approvate e potrebbero entrare in funzione nei prossimi anni. In pratica questo nuovo enorme aumento delle emissioni dovuto a queste centrali è alla base di un provvedimento che invece viene presentato come un tentativo di aiutare le imprese italiane rispetto ai limiti imposti da Bruxelles. "Se l'emendamento passasse - prosegue Zanchini - sarebbero i cittadini a pagare in bolletta per l'inquinamento prodotto dalle centrali più inquinanti per il clima. Proprio il contrario di quanto stabilisce l'Unione Europea, che invece vuole creare un sistema che spinge l'innovazione e le centrali più efficienti con un sistema di tasse sul carbone e sul mercato".
Complessivamente, quindi, i cittadini italiani rischiano di dover sborsare oltre 800 milioni di euro per tutti gli impianti che entreranno in funzione da qui al 2012. "Una follia - conclude Zanchini - soprattutto perché andrebbe solo nell'interesse di chi guadagna di più e più inquina: le centrali a carbone. Siamo pronti a impugnare la norma di fronte all'Unione Europea per violazione delle norme sugli aiuti di Stato e della direttiva Ets".
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