"Dopo Copenhagen - ha rilevato la Prestigiacomo - il processo negoziale si e' ulteriormente complicato e non si leggono segnali positivi ne' da gli Usa, ne' dai paesi in via di sviluppo come Cina, India, Brasile e Sud Africa. In questa situazione dovremmo chiederci se la continuazione dei negoziati impostati sui due pilastri - la prosecuzione dell'Accordo di Kyoto e la costruzione di un accordo non vincolante per tutti gli altri paesi - sia destinata al successo o se invece rischia di riproporre a Bonn prima e a Cancun a fine anno gli stessi problemi".
"Non credo che sia semplice ipotizzare di abbandonare Kyoto - ha sottolineato il ministro - ma altresi' e' difficilmente proponibile un proseguimento dopo il 2012 alla luce delle posizioni finora espresse sia da Canada, Russia e Giappone la cui adesione e' essenziale per la prosecuzione del protocollo. Credo che sarebbe utile che la riflessione interna all'Europa potesse concludersi con la individuazione di un nuovo formato negoziale in grado di far uscire dall'impasse attuale".






