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Cohn-Bendit ai Verdi: guardate a destra

«Siate trasversali, la sinistra non sarà al potere per 4 anni». Ma la Francescato frena La paura Il leader francese: qui siete indietro, non abbiate paura di essere risucchiati da Berlusconi


ROMA - È venuto a Roma a sostenere i Verdi e la (probabile) capogruppo tra i candidati del Nord-Ovest per Sinistra e Libertà, Monica Frassoni. Ma, con la consueta irruenza, Daniel Cohn-Bendit - copresidente europeo dei Verdi - non rinuncia a qualche sciabolata contro i fratelli italiani:
«I Verdi di qui continuano a vedere solo la sinistra. Ma si devono rendere conto che per almeno 4 anni questa non sarà al potere. E nel frattempo? Serve trasversalità, se si vuole essere influenti bisogna guardare a tutta la società».

A Grazia Francescato, portavoce dei Verdi, la critica non va giù:

«Ma Daniel - prova a opporsi - tu lo sai che destra abbiamo in Italia?».
Cohn-Bendit, imperterrito: «E la sinistra italiana allora?».

Dibattito acceso e proficuo, quello per il lancio europeo della Frassoni, elogiatissima da Cohn Bendit. Perché resta da capire come mai i Verdi italiani siano impantanati su percentuali infinitesimali, mentre in Europa veleggiano oltre il dieci per cento. Cohn-Bendit sarà capolista nell' Ile-de-France per il nuovo partito Europe Ecologie e i sondaggi li danno già sul 10 per cento.
E l' Italia? «I Verdi qui sono indietro - spiega "Dany il rosso", com' era chiamato ai tempi delle proteste studentesche - perché hanno paura di essere risucchiati da Berlusconi. Ma bisogna rischiare, contaminarsi, non si può stare sempre e solo da una parte».
Non solo: «Bisogna anche avere credibilità: quando nei Verdi cambia un leader via l' altro e il partito sparisce insieme a lui, è ovvio che la gente non ha più fiducia».
Anche Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, è per aprire le porte: «Spesso lavoriamo molto meglio, sul territorio, con gli assessorati di centrodestra, che con la sinistra».
La Francescato approva, ma fino a un certo punto: «Questo sarà anche vero. Ma se devo scegliere tra la sinistra e la destra di Berlusconi, Dell' Utri e Carfagna, non ho dubbi». Non che la sinistra sia sempre stata particolarmente sensibile in passato: «Io ero nel Pci di Berlinguer - ricorda la Francescato - e la sinistra è sempre stata daltonica: il verde non lo vedeva. E considerava ambientalismo e femminismo temi piccolo borghesi».
Ora i Verdi italiani hanno deciso di affidare le loro speranze a Sinistra e libertà, «la lista della Rivoluzione verde». Le trattative con il Pd erano andate male: «Ci avevano dato speranze nel caso di liste bloccate - dice la Frassoni - ma con le preferenze hanno chiuso le porte».
Frassoni e Francescato ora lanciano un roosveltiano «New Green Deal»: «In Europa ci sono 3,5 milioni di green job: possono diventare 8 milioni». Sui temi energetici, dice la Francescato, «l' Italia sta andando indietro tutta».
Cohn-Bendit è preoccupato: «Se frena l' Italia, come ha fatto sul riscaldamento globale, diventa piombo per tutti. Il vostro Paese è la bad bank dell' Europa».
Poco prima, incontro tra la Francescato e Romano Prodi, in via della Maddalena. Baci, abbracci e un' occhiata alla «New Green Deal»: «Ma quanti New Deal avete fatto?», scherza il Professore. La Francescato non se la prende, gli sottopone il dossier contro il nucleare e lo saluta nostalgica: «Torna tra noi Romano, ci manchi».
Grandi abbracci anche con Cohn-Bendit, la promessa di un giro in bici insieme (i Verdi hanno in progetto un' enorme pista ciclabile sulla ex Cortina di Ferro), poi la constatazione: «Con Romano abbiamo concordato che l' Italia è un paese difficile. Davvero strano».

da "Corriere della Sera" del 21 aprile 2009 intervista di Trocino Alessandro a Daniel Cohn Bendit

 

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